martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giosuè Carducci (27/07/1835)

“Odio l’usata poesia: concede
comoda al vulgo i flosci fianchi e senza
palpiti sotto i consueti amplessi
stendesi e dorme.”

Da Preludio, Odi Barbare

“Ma il popolo è, ben lo sapete, un cane,
E i sassi addenta che non può scagliare,
E specialmente le sue ferree zane
Gode ne le fortezze esercitare;

E le sgretola; e poi lieto si stende
Latrando su le pietre ruinate,
Fin che si leva e a correr via riprende
Verso altri sassi ed altre bastonate.”

Da Giambi ed epodi, Il canto dell’amore

“Ma tu ancor non sei stanco, o mio cuor vecchio,

O vecchio cuore umano
Di civettar guardandoti a lo specchio?

Falso del verso vano?

 

É un bel pezzo, sai tu?, dal cieco Omero

Che tu se’ il caro cuore,
Ed è un bel pezzo pur che fai ‘l mestiro…

Via…, di lusingatore,

 

E anche di metafora, matura

Per fin ne’ versi miei:
Di che cuor, se non fossi una figura,

Cuore, io ti strozzerei!”

Da Intermezzo

Nota:
Tra Decadentismo e Verismo Giosué Carducci sceglie di aderire al Classicismo, con un’austerità che si rivela  nella forma pur mantenendo dei temi attuali. Un lirismo ricercato e un linguaggio classicheggiante, arrivarono a influenzare l’idea di poeta vate nella Poetica di D’Annunzio.

(mc, as)

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