mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giorgio Monicelli (21/05/1910)

«Mio fratello aveva soltanto la licenza liceale, non so se si fosse mai iscritto all’università; trovò presto da guadagnare come traduttore e mio padre, da parte sua, aveva altre gatte da pelare, per cui non fece sforzi particolari per convincerlo a continuare gli studi. Per quanto riguarda me, non ho proseguito nelle mie ambizioni letterarie perché mi sono presto accorto di non avere alcuna possibilità in quel campo, ma m’interessava abbastanza il giornalismo; tutti a casa mia eravamo giornalisti, avevamo preso da mio padre Tomaso che era una firma celebre e si era dedicato alla professione subito dopo la licenza ginnasiale. Anche Giorgio ha cominciato così: è entrato alla Mondadori e piano piano si è fatto strada. Ha curato diverse collane e per la “Medusa” ha scoperto molte belle cose. Prima della guerra ha diretto anche dei settimanali, tra cui, mi pare, uno dedicato alla narrativa poliziesca che si chiamava “Il cerchio verde”. Era un appassionato di astrofisica, leggeva trattati divulgativi e ricordo che nei primi anni Trenta voleva spiegarmi la relatività di Einstein, una cosa che non capiva neanche lui! Credo che “Urania” sia nata da questa passione, Giorgio aveva avuto l’intuizione che dovesse essere una collana popolare. Leggeva l’inglese e quindi aveva a disposizione testi che non arrivavano in Italia. Traduceva anche, ma non parlava né capiva la lingua viva: aveva imparato l’inglese sulla carta e leggeva quei segni come fossero il sanscrito… A casa avevamo perlopiù libri in francese, non in inglese, oppure traduzioni francesi di autori anglosassoni. A quei tempi la lingua letteraria era ancora il francese, sia pure agli ultimi bagliori, e a scuola si studiava come prima lingua straniera. Personalmente ricordo di aver letto molti scrittori russi, da ragazzo (Dostoevskij, Gogol eccetera), ma in traduzione francese!»

Da un ricordo Di Mario Monicelli.

Nota:

Celebrare un traduttore ed editor attraverso le sue parole, in un mondo editoriale che continua spesso a non riconoscere degnamente il ‘lavoro dietro le quinte’,  rischia di essere estremamente difficile, una vera e propria impresa. Proprio per questo pensiamo che, nel caso di Giorgio Monicelli, valga la pena fare uno sforzo,  affidandoci alle parole del ben più celebre fratello Mario.

Giorgio ha avuto un ruolo importantissimo nella storia della cultura italiana: fondatore di Urania, storica collana della Mondadori, inventò il termine fantascienza traducendo l’inglese science-fiction e tradusse autori come Bradbury, Orwell ed Hemingway, contribuendo alla loro diffusione in Italia.

 Un uomo di grande cultura, la cui opera meriterebbe di essere ricordata e ammirata da tutti.

(lm)

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