giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giorgio Gaber (25/01/1939)

«La razza in estinzione

Non mi piace la finta allegria
non sopporto neanche le cene in compagnia
e coi giovani sono intransigente
di certe mode, canzoni e trasgressioni
non me ne frega niente.
E sono anche un po’ annoiato
da chi ci fa la morale
ed esalta come sacra la vita coniugale
e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
ma io non riesco a tollerare
le loro esibizioni.

Non mi piace chi è troppo solidale
e fa il professionista del sociale
ma chi specula su chi è malato
su disabili, tossici e anziani
è un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s’incazza
fra tutti gli assuefatti della nuova razza
e chi si inventa un bel partito
per il nostro bene
sembra proprio destinato
a diventare un buffone.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
le strade, le piazze gremite
di gente appassionata
sicura di ridare un senso alla propria vita
ma ormai son tutte cose del secolo scorso
la mia generazione ha perso.

Non mi piace la troppa informazione
odio anche i giornali e la televisione
la cultura per le masse è un’idiozia
la fila coi panini davanti ai musei
mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
ma non c’è più nessuno che sappia l’italiano
c’è di buono che la scuola
si aggiorna con urgenza
e con tutti i nuovi quiz
ci garantisce l’ignoranza.

Non mi piace nessuna ideologia
non faccio neanche il tifo per la democrazia
di gente che ha da dire ce n’è tanta
la qualità non è richiesta
è il numero che conta.
E anche il mio paese mi piace sempre meno
non credo più all’ingegno del popolo italiano
dove ogni intellettuale fa opinione
ma se lo guardi bene
è il solito coglione.

Ma forse sono io che faccio parte
di una razza
in estinzione.

La mia generazione ha visto
migliaia di ragazzi pronti a tutto
che stavano cercando
magari con un po’ di presunzione
di cambiare il mondo
possiamo raccontarlo ai figli
senza alcun rimorso
ma la mia generazione ha perso.

Non mi piace il mercato globale
che è il paradiso di ogni multinazionale
e un domani state pur tranquilli
ci saranno sempre più poveri e più ricchi
ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro
senza alcun rimedio
una specie di massa
senza più un individuo
e vedo il nostro stato
che è pavido e impotente
è sempre più allo sfascio
e non gliene frega niente
e vedo anche una Chiesa
che incalza più che mai
io vorrei che sprofondasse
con tutti i Papi e i Giubilei.

Ma questa è un’astrazione
è un’idea di chi appartiene
a una razza
in estinzione.»

«La Famiglia

- Io, voglio dire, io e te. Noi due chiusi, protetti nel nostro rifugio, nella nostra tana.
- E quelli fuori?
- Niente, quelli fuori non ci interessano. Noi, solo noi, i più puliti, i più uniti, i migliori.
- No ma guarda che anche a noi è successo…
- Silenzio! Che resti fra di noi, zitti! Noi lottiamo, resistiamo, avvinghiati disperatamente l’uno all’altra, attaccati come mignotte.
- Scusa, io dovrei andare un attimo…
- Vengo anch’io!
- Allora non ci vado.
- Giusto!
Qui, fermi, seduti sulle nostre due comode poltrone.»

«penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani.

E’ il potere dei più buoni
è il potere dei più buoni
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni
è il potere dei più buoni
che un domani può venir buono
per le elezioni.»

Da il potere dei più buoni

«Sono un essere inutile con la presunzione di lasciare un segno… sì, della grande idiozia… l’avidità, le speranze abortite, l’orgoglio, le stupide irritazioni, la demenza, le smorfie, la nevrosi isterica, l’angoscia vischiosa, la falsità, la scemenza del raziocinio, la piattezza, il cupo, le passioni simulate, il melodramma, i finti soli, i sonniferi, i mostri, il sudiciume…il nostro sudiciume…la desolazione…la mamma…le cosce…i culi…i ricordi d’infanzia, la paura della masturbazione, dell’omosessualità…la paura del mondo…la paura di Dio.
Perché non è così per tutti?
Avete mai visto le spalle di un uomo che cammina davanti a voi? Io le ho viste. Sono le spalli comuni di un uomo qualsiasi. Ma si prova una sensazione di sgomento. C’è tutta la banalità umana. Il grigiore quotidiano del capofamiglia che va al lavoro, o al suo focolare… allegro. I piaceri di cui è fatta la sua esistenza senza scampo. Sì, certo…tutto dentro la naturalezza di quelle spalle vestite. E io lo odio, quell’uomo. E provo uno schifo fisico diretto, senza impegno, senza ideologie sociali. Certo che lo odio. Perché attraverso quest’uomo li posso vedere tutti. Costui è “tutto”. È l’operaio infaticabile. È l’impiegato che ride nel suo ufficio. È il nuovo ricco sempre più stupido e volgare. È il giovane inserito. È lo stesso niente, la stessa insensatezza e incoscienza di tutti.
Intelligenti, stupidi… vuoi che conti? Vecchi, giovani…certo, tutti della stessa età. Uomini, donne…sì, tutti dello stesso sesso…che importa? Residui di persone che appaiono ma non esistono. Bisognerebbe essere capaci di tirar fuori l’intolleranza e il disprezzo che dovrebbe avere un Dio che guarda.
(…)
Avete mai visto le spalle di un uomo che cammina davanti a voi? Io le ho viste. Sono le spalle comuni di un uomo qualsiasi. Ma si prova una sensazione simile alla tenerezza. C’è tutta la normalità umana. La fatica quotidiana del capofamiglia che va al lavoro. I piaceri di cui è fatta la sua precaria esistenza. Sì, certo… tutto dentro la naturalezza di quelle spalle vestite. Quello che io ora provo per quell’uomo è una comprensione diretta, senza impegno, senza ideologie sociali. Attraverso quest’uomo li posso vedere tutti. Nessuno sa quello che fa, nessuno sa quello che vuole, nessuno sa quello che sa. Intelligenti, stupidi… che differenza c’è? Vecchi, giovani…certo, tutti della stessa età. Uomini, donne…che vuoi che conti? Tentativi di persone che forse…esistono.
Sì, quell’uomo è tutto. Bisognerebbe essere capaci di trovare la consapevolezza e l’amore che dovrebbe avere un Dio che guarda.»

«E’ che l’amore è una parola strana:
Vola troppo.
Andrebbe sostituita. ‘L’amore’…
Non sarebbe meglio chiamarlo…..’La cosa’?
Potrebbe diventare più concreto, più duraturo.
All’inizio lei…io l’amavo.
Sì, voglio dire avere quegli attimi intensissimi,
che sembra lascino dei segni profondi, importanti.
Ma ‘La cosa’ non è questo.
O meglio, non è solo questo.
‘La cosa’ è trasformazione, percorso, crescita insieme…
E’ un patto di sangue stipulato tra due persone e forse,
prima ancora, dal destino.
‘La cosa’?…è l’amore.
No, è un’altra qualità dell’amore.
Una qualità che non rimpiange gli attimi perché diventa la vita.
Non so se avrò mai la fortuna di farlo, questo patto di sangue.
Forse ci vorrebbe un uomo.
Cento volte ho provato a cambiare.
A ricominciare da capo. A reincarnarmi.
Ma mi sono sempre reincarnato…senza di me.
Ecco, senza avere avuto una realtà, io passo evanescente

tra i sogni di alcune donne che non hanno avuto la possibilità di completarmi.
Ci sarà senz’altro il modo di fare….’La cosa’!
Altrimenti il nostro destino è quello di essere delle scorze di uomini…
Sì, degli involucri…mai delle persone.
Magari dei personaggi….personaggi affascinanti, simpatici anche….mai persone.
Ma se è così…l’amore non sarà mai….’materia’, ‘terra’, ‘cosa’……
Sarà sempre una parola che vola….
Una farfalla che ti si posa un attimo sulla testa…..
E ti rende tanto più ridicolo quanto maggiore è la sua bellezza…»

Da Il Grigio, monologo teatrale scritto con Sandro Luporini

Nota:
«Io G. G. sono nato e vivo a Milano.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono. »

Irriverenza disarmante, genio innegabile, la sua attività di cantautore attore personaggio è stata molto intensa. Circondato da artisti di grande spessore ha lasciato il segno dell’ironia, dell’amore, della sofferenza, della consapevolezza…

« E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io… »

(as)

Informazioni su asterischi

asterischi

3 commenti

  1. Freedom of speech my friend, that’s why

  2. This blog was the right choice for me, can I subscribe to this?

  3. asterischi

    Of course!

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