venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Giorgio Bassani (04/03/1916)

«La poesia è delle anime vergini, degli angeli, di chi crede. Naturalmente noi non viviamo più all’età d’Omero, e quindi ci è difficile trovare qualcosa in cui credere. Ma ad ogni modo, per essere poeti bisogna tornare a una necessaria condizione d’ingenuità.»

da Di là dal cuore

«Io, al contrario, sostenevo che l’amore giustifica e santifica tutto, perfino la pederastia; di più: che l’amore, quando è puro, cioè totalmente disinteressato, è sempre anormale, asociale, eccetera: proprio come l’arte – avevo aggiunto –, che quando è pura, dunque inutile, dispiace a tutti i preti di tutte le religioni, compresa quella socialista. »

da Il giardino dei Finzi-Contini

«Domandai [a Micòl] perché le sembrasse tanto impossibile [che lui e lei potessero fare l'amore]. Per infinite ragioni – rispose –: la prima delle quali era che a pensar di far l’amore con me le riusciva altrettanto imbarazzante che se avesse pensato di farlo con il fratello, toh, con Alberto. Era vero: da bambina, aveva avuto per me un piccolo striscio: e chissà, forse era proprio questo che adesso la bloccava talmente nei miei riguardi. Io… io le stavo di fianco, capivo?, non già di fronte: mentre l’amore – così, almeno, se lo immaginava lei – era roba per gente decisa a sopraffarsi a vicenda: uno sport crudele, feroce, ben più crudele e feroce del tennis!, da praticarsi senza esclusione di colpi e senza mai scomodare, per mitigarlo, bontà d’animo e onestà di propositi. »

da Il giardino dei Finzi-Contini

«Ma torniamo a ciò che fin dall’inizio siamo stati. Politici senza esserlo, non è che fossimo contro la civiltà tecnologico-industriale nel cui ambito ormai stavamo e, in qualche modo, eravamo soddisfatti di stare. Volevamo tuttavia che essa, la civiltà tecnologico-industriale, si desse una religione. Non siamo come i Verdi, noi. Ci guardiamo bene dal sognare che l’Italia e il mondo tornino indietro, verso la civiltà agricolo-forestale da cui tutti proveniamo. Vogliamo però che la civiltà tecnologico-industriale, di cui facciamo parte, la smetta di tentare di convincere il mondo che è opportuno l’avvento di un’epoca di consumatori-consumati. Noi siamo diversi, vogliamo che gli uomini continuino a essere uomini.»

Nota:

Laureatosi nel 1939 in lettere nonostante le leggi razziali, appartenente ad una famiglia dell’aristocrazia ebraica, Giorgio Bassani, durante gli anni della guerra partecipò attivamente alla Resistenza e conobbe anche l’esperienza del carcere. Fu solo dopo il ’45 che si dedicò all’attività letteraria in maniera continuativa, dove fece della sua Ferrara il cuore pulsante del suo mondo poetico, e raggiungendo il successo con Il giardino dei Finzi-Corinzi. Ma oltre alla letteratura Bassani ha lavorato anche nel mondo della televisione, arrivando a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Rai, e nel cinema, sceneggiando opere come Senso di Visconti, I vinti di Antonioni e lo stesso Il giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica. Ha insegnato nelle scuole ed è stato anche docente di Storia del teatro presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Ha partecipato attivamente alla vita culturale romana collaborando a varie riviste, tra cui «Botteghe Oscure», rivista di letteratura internazionale uscita tra il ’48 e il ’60. Va inoltre ricordato il suo lungo e costante impegno come presidente dell’associazione Italia Nostra, creata in difesa del patrimonio artistico e naturale del Paese.

(rv)

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