sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Gianni Minà (17/05/1938)

 

«Carlo Lizzani, ottantaquattrenne erede del neorealismo e del miglior cinema del nostro paese, in una serata memorabile, un mese prima di essere premiato alla carriera a Venezia, presentando a Torella il suo Requiescant , uno dei due western diretti nella sua poliedrica carriera, e dove Pierpaolo Pasolini recitava accanto a Lou Castel, ricordò, con orgoglio, che molte volte questi cosiddetti western all’italiana ospitavano riferimenti sociali o politici che i produttori rifiutavano in film di ambientazione moderna, perchè denunciavano le prepotenze della nostra società. “Era la nostra rivincita, in tanti momenti, sul cinema che non ci facevano fare”.

Sono questi spaghetti-western dove anche i migliori autori del nostro cinema cercavano un riscatto, ma anche quelli dove la storia non esisteva più, dove spesso erano assenti motivazioni ideali, sia per i cattivi dichiarati che per i cosiddetti buoni, che mancano ora nella scarna produzione italiana, insieme a tutti i film di genere. »

Da un articolo sugli Spaghetti-Western.

«C’è una costante negli articoli, nei saggi e nelle analisi di questo numero 74 di Latinoamerica e tutti i sud del mondo illustrati magistralmente dalle foto di Sebastiáo Salgado. Questa costante è rappresentata, in modo imbarazzante, dalla sfrontatezza con cui le grandi nazioni che si autodefiniscono civili e democratiche e che si ostinano a proporsi come le uniche autorizzate a dettare i modelli di vita a tutti, mascherano il loro indecoroso coinvolgimento in tutti gli eventi tragici e gli accadimenti che acuiscono le ferite del sud del pianeta.»

Dal n 74 di Latinoamerica

«E’ sempre triste la morte di un uomo, specie se qualcuno che doveva occuparsene non ha avuto abbastanza attenzione per quella vita umana.

Così la morte, dopo ottantacinque giorni di sciopero della fame, dell’operaio cubano Orlando Tamayo Zapata, in carcere per vari reati comuni, ma anche per villipendio dell’ex Presidente Fidel Castro, e che protestava per la condizione carceraria, ha dato adito sui nostri media a molti interrogativi sulla qualità della democrazia della Revolucion.

Le critiche, a mio parere, sono sempre legittime, anche quando capziosamente si dimentica, per esempio, che in Italia i suicidi di persone in carcere sono arrivati nel 2009 a cifre imbarazzanti e che da noi, come dimostra il caso di Stefano Cucchi, si può morire mentre si è in detenzione non solo per mancanza di adeguato soccorso, ma perchè “pestato” dalle cosiddette forze dell’ordine. »

Da un articolo sulla morta di Orlando Zapata e su quella di Stefano Cucchi

Nota:

Dopo un’iniziale carriera come giornalista sportivo, nel 1981 Gianni Minà fa il suo esordio come produttore e conduttore di Blitz, dove ha occasione di intervistare, tra gli altri, Federico Fellini, Gabriel García Marquez ed Eduardo De Filippo. Nel 1987 incontra Fidel Castro e registra una ormai famosa intervista della durata di 16 ore. Da quel momento in poi si dedica a quella che si rivela essere la sua grande passione: la storia e la cultura del popolo latinoamericano.

(lm)

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