martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Gian Maria Volonté (09/04/1933)

«Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita.»

Citato in Un attore contro. Gian Maria Volonté. I film e le testimonianze, a cura di Franco Montini e Piero Spila

El Indio: Questo chi è? Sancho Perez: Mio amigo. Lui mi ha liberato.

El Indio: E tu gli hai chiesto perché ti ha liberato?

Sancho Perez: Già. Perché mi hai liberato amigo?

Il Monco: Perché ci sono grosse taglie su voi galantuomini e le taglie significano denaro e io sul denaro non ci sputo mai sopra. Mi basta sapere attendere.

El Indio: Amigo. Era l’unica risposta che potevi dare.

Quei due piuttosto che averli alle spalle è meglio averli di fronte, in posizione orizzontale, possibilmente freddi.

(El Indio) Per qualche dollaro in più di Sergio Leone  

I giovani, i giovani! Che scrivono sui muri. Giovani studenti, giovani operai, che vanno in giro di notte, che parlano di rivoluzione al telefono, nelle facoltà, nei reparti! Tonnellate di vernice rossa per insultarci. Lo so io quello che ci vorrebbe! Altro che la squadra imbianchini per cancellare quest’ondata eversiva, anti autoritaria. [...] I nostri giovani colleghi devono tornare a scuola, nelle università, nelle fabbriche devono entrare e si facciano crescere la barba, i capelli. Indossino tute sporche di grasso. Noi dobbiamo sapere tutto, dobbiamo controllare tutto… Servendoci anche dei nostri figli, se necessario. (Il dirigente) Guarda io a questa roba, sai che ti dico? Preferisco l’omicidio…

(Il dirigente) in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

Nota

Gian Maria Volonté è stato un attore cinematografico e teatrale italiano. La sua carriera è stata costellata da straordinari successi internazionali (Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più di Sergio Leone) e dalla partecipazioni al cinema impegnato italiano del anni ’60 (Uomini contro di Francesco Rosi, Todo Modo di Elio Petri, Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo). Grande professionista dalle profonde qualità umane e intellettuali. Impensabile oggi.

«Gli dispiace la ricchezza facile, vuole rimanere un attore e non diventare un divo. Fugge. E pronto per la nouvelle vague sudamericana di Littin, per il cinema “off” di Godard, per le liste elettorali del Pci, dove compare nel ‘75. Per merito del film A ciascuno il suo incontra persone che saranno a lui care come Petri e Sciascia. Ed ecco il mattatore. Prende la contestazione da lontano, con Giordano Bruno e Sacco e Vanzetti di Montaldo (in teatro era stato Sacco, al cinema è Vanzetti), indi il Caso Mattei di Rosi, il primo dei suoi ritratti così psicosomaticamente esatti, maniacalmente identici al modello non solo esteriore, secondo il modello romantico dell’ attore ottocentesco cui Gian Maria aggiunge un pizzico di Brecht: assomigliare, identificarsi, poi criticare. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Petri fa raggiungere a Volontè il massimo del favore e inaugura il filone poliziesco impegnato. La classe operaia va in paradiso, sempre di Petri, è il trionfo annunciato, col sanguigno operaio Lulu, completamente “reificato” secondo le teorie marxiane tra cottimismo e consumismo. Volontè colleziona premi in Italia: nel ‘91 avra’ il Leone d’ oro alla carriera a Venezia, nel ‘72 viene menzionato a Cannes, dove vincerà la Palma d’ oro nell’ 83 con La morte di Mario Ricci, mentre Berlino lo consacra nell’ 87 con Il caso Moro.»

Tratto da Addio Volontè, grande attore contro di Maurizio Porro

(rrb)

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