mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno George Berkeley (12/03/1685)

«Il 17 aprile 1717 con molta difficoltà giunsi sulla cima del Vesuvio. Da lì vidi una vasta cavità, piena di un fumo che mi impediva di vederne il fondo e la forma. Da questa voragine uscivano suoni straordinari, che sembravano provenire dalle viscere della montagna. Erano mormorii, singhiozzi, muggiti, scuotimenti, come onde in tempesta; e di tanto in tanto uno strepito simile a un tuono o a un cannone, accompagnato da un rumore di cocci infranti, come quello che fanno le tegole quando cadono dai tetti sulla strada. Qualche volta il vento rendeva il fumo meno denso e lasciava intravedere una fiamma rossastra e le pareti del cratere, striate di rosso e di molte gradazioni di giallo. [...] Il 18 finì lo spettacolo, e la montagna se ne stette assolutamente tranquilla, senza alcuna traccia di fuoco o di fumo. Una persona, la cui finestra affacciava sul Vesuvio, mi assicurò che durante l’ultima notte aveva visto molti lampi, come quelli che precedono il tuono, uscire dalla bocca del vulcano.»

«Nulla è più semplice che tirare fuori espressioni e notazioni per flussioni e infinitesimali… ma se rimuoviamo il velo e guardiamo dietro, se, lasciando da parte le espressioni, ci mettiamo attentamente a considerare le cose stesse che si suppone siano da esse espresse o contrassegnate, scopriremo il vuoto, il buio e la confusione; anzi, se non mi sbaglio, impossibilità e contraddizioni dirette.»

«E cosa sono queste flussioni? Le velocità di incrementi evanescenti? Non sono né quantità finite, né quantità infinitamente piccole, ma nemmeno un nulla. Non potremmo chiamarle fantasmi di quantità defunte?»

Nota:

Irlandese di nascita, filosofo, matematico e vescovo britannico. Poco più che ventenne si laurea e poco dopo formula il principio fondamentale della sua metafisica: l’immaterialismo (o “ideismo” empiristico). Continuatore della linea filosofica lockiana e anticipatore di quella di Hume, per Berkley l’unico scopo autentico della filosofia è quello di confermare e avvalorare la visione della religione: è Dio, infatti, l’unica causa della realtà naturale e la scienza è ridotta ad un puro studio dei fenomeni che sono le “idee”. La scienza è come la decifrazione del linguaggio di Dio, “la grammatica di quel linguaggio divino” che sono le idee. Una rivendicazione della ragionevolezza della religione rivelata e della superiorità del cristianesimo sul deismo.

(rv)

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