venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno George A. Romero (04/02/1940)

 

«“Eravamo un gruppo di ardimentosi, pieni di speranza in un periodo in cui si cercava di cambiare i valori obsoleti della nazione in favore di peace & love: erano gli anni ’60 e l’evento più cospicuo e drammatico di quel tempo, la guerra in Vietnam, aveva influito non poco sulle nostre vite e così anche su suggestione di I am Legend di Richard Matheson, nacque l’idea di raccontare in un mondo in cui famiglia e società erano in crisi, gli effetti devastanti di un elemento introduttivo di inaudita alterazione: e se i morti non fossero poi così morti? Magari se ne vanno in giro e hanno fame”. Ne nacque un film che per gusto, tenore di immagini suscitò non poche polemiche e ancora racconta… “Senza particolari censure, nel primo weekend di programmazione, un pubblico forse non avvezzo a vedere ciò che poi avrebbe visto, si riversò nelle sale per poi ammutolirsi dopo solo 10 minuti di proiezione. A Parigi se ne parlava come di un evento, negli USA i ragazzini urlavano”.»

George A. Romero commenta la lavorazione di Night of the living Dead a La Milanesiana 2006 organizzato da Splattercontainer.com

«Adesso ho un po’ un marchio e tutti mi chiedono di fare film di questo tipo, ma all’inizio la mia motivazione era semplicemnete commerciale: pensavo fosse più facile far distribuire il mio film, insomma volevo che il maggior numero possibile di persone andasse a vedere il mio prodotto. Poi ho resistito per dieci anni, ma gli altri film che ho fatto in quel periodo non hanno avuto un grande successo e così sono ritornato agli zombi.»

George A. Romero

Nota:

George Andrew Romero è un regista, sceneggiatore e attore americano. Universalmente conosciuto per i suoi film sui morti viventi, il primo fu Night of the Living Dead (1968), ha attraversato l’ultimo mezzo secolo di storia del cinema imprimendo nuove coordinate filosofiche al mostro cinematografico. Nella prosecuzione della sua saga, Dawn of the dead (1978), Day of the Dead (1985), Land of the Dead (2005), Diary of the dead (2007) e Survival of the Dead (2009), non si assiste alla cristallizzazione del concetto di morto vivente, ma lo zombie subisce una evoluzione che lo porta dall’essere un personaggio assolutamente abulico e senza proiezione intellettiva ad una progressiva autoconsapevolezza e coscienza di sé, facendo sempre più forte l’accostamento tra diseredati del mondo e non morti. Ha lavorato anche con Dario Argento dirigendo a quattro mani Due occhi Diabolici (1990) e con Stephen King che ha realizzato la sceneggiatura dell’indimenticabile Creepshow (1982).

(rrb)

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