mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Friedrich Schlegel (10/03/1772)

« La poesia romantica è una poesia universale progressiva.

Il suo scopo non è solo quello di riunificare tutti i generi di poesia attualmente divisi e di mettere in contatto la poesia stessa con la filosofia e la retorica, ma anche quello di fondere insieme poesia e prosa, genialità e critica, arte e natura, di rendere la poesia viva e socievole, e la vita e la società poetiche…

La poesia romantica è ancora in divenire; per la sua stessa essenza, non sarà mai conclusa ma eternamente in divenire. Non può essere esaurita da nessuna teoria, e solo una critica divinatoria potrebbe osare voler caratterizzare il suo ideale. Essa sola è infinita, come essa sola è libera, e riconosce come sua legge primaria questa: che l’arbitrio del poeta non soffre legge alcuna. Il genere poetico romantico è l’unico ad essere più di un genere e, per così dire, a essere la poesia stessa: poiché in un certo senso tutta la poesia è o deve essere romantica »

da Athenäum Fragment  – 116, 1798

«Mai il bello. Il bello è così lontano dall’essere il principio dominante della poesia moderna che molte delle più splendide opere moderne sono palesemente rappresentate dal brutto, tanto che si è costretti ad ammettere (a malincuore) che esiste una rappresentazione dell’immensa ricchezza del reale nel suo massimo disordine e della disperazione causata dall’eccesso e dal conflitto delle energie per la quale è necessaria un’uguale se non maggiore forza creatrice e sapienza artistica che non per la rappresentazione di quella ricchezza e di quelle energie in perfetta armonia»

da Über das Studium der griechischen Poesie, 1797

« La filosofia è la vera patria dell’ironia, che potrebbe venir definita bellezza logica…È la più libera [l’ironia] di tutte le licenze perché attraverso essa ci mettiamo al di sopra di noi medesimi; e nello stesso tempo la più legittima…L’ironia è la chiara coscienza dell’agilità eterna, del caos infinitamente pieno. »

da Über die Philosophie, 1799

« Vita e amore significano la stessa cosa…C’è tutto nell’amore: amicizia, cordialità, sensualità e anche passione…e l’un elemento lenisce e rinforza, anima ed accresce l’altro, viviamo ed amiamo fino all’annientamento. Soltanto l’amore ci rende uomini veri e perfetti, esso solo è la vita della vita …Dobbiamo immaginarci l’età dell’oro come quella in cui amore e genio erano universalmente diffusi »

da Athenäums-Fragmente, 1797-1798

« Secondo il mio modo di vedere e la mia terminologia, romantico è precisamente ciò che presenta, in una forma fantastica (cioè determinata dalla fantasia), una materia sentimentale… Che cos’è, dunque, questo sentimentale? Ciò che ci parla là dove domina il sentimento: ma non un sentimento sensibile, bensì spirituale. La fonte e l’anima di tutti questi moti dell’animo è l’amore, e lo spirito dell’amore deve aleggiare dappertutto, invisibile visibile, nella poesia romantica… Esso è una essenza infinita, e il suo interesse non aderisce punto alle persone, alle contingenze e situazioni, alle inclinazioni individuali: per il vero poeta tutto ciò… non è che un accenno al più alto infinito geroglifico dell’unico eterno amore e della sacra pienezza di vita della natura formatrice. Solo la fantasia può cogliere l’enigma di questo amore, e presentarlo come enigma; e questa enigmaticità è la fonte del fantastico nella forma di ogni rappresentazione poetica… Vi è ancora un aspetto, nel significato del sentimentale, che concerne precisamente ciò che ha di peculiare la tendenza della poesia romantica in contrapposto all’antica. In essa non si prende in alcuna considerazione la differenza tra apparenza e verità, tra gioco e serietà. In ciò sta la grande differenza. La poesia antica si appoggia costantemente alla mitologia, ed evita addirittura il genuino materiale storico…

Alla nostra poesia – questa è la mia idea – manca un centro, quale è stata la mitologia per gli antichi. La sostanza di tutto ciò per cui la letteratura moderna è inferiore all’antica si può racchiudere nelle parole: noi non abbiamo mitologia. Però, aggiungo, siamo prossimi ad averne una o almeno è giunto il momento di contribuire seriamente a produrla. Perché essa verrà a noi per una via opposta rispetto alla mitologia di un tempo. Quella aderiva con semplicità e immediatezza a tutto ciò che di più naturale e vivo le offriva il mondo sensibile, e ad esso si formava. Al contrario, la nuova mitologia deve essere creata, tratta dalle profondità più remote dello spirito, e ciò deve essere la più artificiale delle opere d’arte, perché deve comprendere in sé tutte le altre; deve essere il nuovo letto e il nuovo vaso in cui scorra l’antica, immortale fonte primigenia della poesia; deve essere il poema infinito che racchiuda in sé i germi di ogni altro poema. »

da Gesprach über die Poesie: Brief über den Roman, 1800

NOTA

Friedrich Schlegel fu il più importante teorico del Romanticismo tedesco in ambito letterario ed estetico. Intorno a lui e al fratello Wilhelm August si formò il celebre circolo di Jena, centro di propulsione dell’intero movimento romantico.

Sulle pagine della rivista Athenäum – e in particolare attraverso la forma del frammento – Schlegel offrì la prima definizione  del termine “romantico” e offrì la prima teorizzazione organica del concetto di poesia romantica, derivandola dall’idea fichtiana di Infinito. 

(mm)

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