venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Franco Enna (16/09/1921)

« L’ombra aleggiava sulla tela come un alito nero, stranamente informe nel contorno che il pennello aveva tracciato. Faceva pensare a un mostruoso uccello, o forse a una chiocciola, o meglio a un’isola emergente da un mare irreale, e sembrava alimentata da un fermento di toni chiari o di linee sottili che s’interrompevano bruscamente per intersecarsi con altre ombre minori. Nulla era forse quell’ombra scesa a marchiare il bianco della tela, eppure lui sapeva ch’era quello scoglio, laggiù, vicino alla barca capovolta, quando il sole cadeva a picco sul promontorio e i gabbiani tacevano».

Incipit di Delirio per Alessandra

« La vita è un nostro prodotto. Se soffriamo, vuol dire che la sofferenza è insita in noi. Per ciascuno di noi l’umanità è come noi la vediamo. In genere, ci piace cerebralizzare le nostre emozioni» .

« L’amore è un fiore che va colto di passaggio e che, quando è appassito, non dà più alcun profumo…» .

Entrambe le citazioni sono tratte da Delirio per Alessandra

Nota

Un caso tutto siciliano di scrittura di genere di ottimo livello. Franco Enna, al secolo Francesco Cannarozzo, ha rappresentato il romanzo popolare italiano con grandi picchi di immaginazione, e forse poca attenzione alla scrittura che potenzialmente l’avrebbe invece consacrato come grande autore del Novecento al pari di Andrea Camilleri, che tra l’altro incontrò. Conosciuto, per i pochi che lo ricordano ancora, come scrittore di gialli, in realtà estese la sua arte anche alla fantascienza, scrivendo per l’Urania. Autore siciliano da riscoprire.

« In questo senso Enna ha ampiamente riscattato la letteratura thrilling italiana da quegli elementi di debolezza che fin dal suo sorgere, negli anni Trenta, avevano compromesso il successo dei nostri autori. Ossia la tendenza del giallo italiano a essere avventuroso, picaresco per certi tratti, e a far sue le sfumature dei romanzi di appendice o di quelli di denuncia sociale: anzi, di questi fattori di fragilità, Enna fa il punto di forza delle sue opere più riuscite, dando prova di una notevole professionalità artigianale e riuscendo a tracciare con precisione ritratti di protagonisti «sempre di carne, di sangue», con «un cervello e una mentalità» tutta loro, come notava Tedeschi nella prefazione a La grande paura (Milano, Sonzogno, 1977), e perennemente in bilico tra il bene e il male; e riuscendo anche a far tracimare dalle sue pagine la personalità forte e determinata di certe figure femminili davvero indimenticabili.

Lo schema del giallo, quindi, come impostazione di fondo, come una sorta di scenario aprioristico, nel quale possono muoversi liberamente investigatori istituzionali, ma anche detective per caso, e dove le grandi passioni, i sentimenti forti muovono i destini degli uomini» .

Franco Enna di Salvatore Ferlita

(rrb)

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