martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Francesco Guicciardini (06/03/1483)

«Nelle cose che dopo lungo desiderio si ottengono, non trovano quasi mai gli uomini né la giocondità, né la felicità che prima si avevano immaginata.»

(Storia d’Italia, 1537-’40) 

«Nessuna cosa è così ordinata che non abbia in compagnia qualche disordine;nessuna cosa così cattiva che non abbia del buono,nessuna così buona che non abbia del cattivo.»

(Ricordi politici e civili, 1530)

«Perniciosi sono quelli che appetiscono per fine suo la grandezza, perché chi la piglia per idolo non ha senso alcuno, né di giustizia, né di onestà, e farebbe uno piano di ogni cosa per condurvisi.»

ù(Ricordi

«E’ grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente e, per così dire, per regola.»

(Ricordi)

«Tre cose desidero vedere innanzi alla mia morte; ma dubito, ancora che io vivessi molto, non ne vedere alcuna; uno vivere di repubblica bene ordinato nella cittá nostra, Italia liberata da tutti e’ Barbari, e liberato el mondo dalla tirannide di questi scelerati preti.» (Ricordi)

«Non combattere mai con la religione, né con le cose che pare dependino da Dio; perché questo obietto ha troppa forza nella mente degli sciocchi.»

(Ricordi)

«Erra chi dice che le lettere guastano è cervelli degli uomini, perché è forse vero in chi l’ha debole; ma dove lo truovano buono, lo fanno perfetto; perché el buono naturale congiunto col buono accidentale fa nobilissima composizione.»

(Ricordi)

«Quando è maligni e gli ignoranti governano, non è maraviglia che la virtù e la bontà non sia in prezzo; perché è primi l’hanno in odio, è secondi non la cognoscono.»

(Ricordi

Nota:

Francesco Guicciardini fu un insigne storico e politico fiorentino, famoso per la sua critica nei confronti di Machiavelli. e per la sua Storia d’Italia. Evidenziando la tesi dell’inesistenza di leggi e paradigmi preimpostati nella storia che possano predire l’andamento degli eventi, si scontrò con la tesi “utopistica” dello storico compaesano; la sua era infatti una tesi “realista” secondo la quale era impossibile per l’uomo cambiare il corso degli eventi ed inquadrarli in schemi razionali perché permeati di caoticità ed indeterminatezza. 

«Mentre il Machiavelli sente la vita e la realtà come una perenne sfida, per il Guicciardini si tratta di una logorante resistenza, che assai spesso mozza il fiato e concede scarse e ingrate soddisfazioni.»

(S. Battaglia, Mitografia, 1991) 

«Guicciardini si immerge nelle cose, le saggia ad una ad una nel loro spessore, le rispetta per se stesse. […] Rifiutandosi di schematizzare bene e male, coscienza e interesse, utile e dannoso (rifiutandosi di dire per regola che tutti gli uomini sono così o così, che chi si comporta così necessariamente otterrà il tale risultato), egli cerca di liberare la dottrina del Machiavelli da quello che di meccanico e automatico essa ha.»

(Battaglia, Le epoche della letteratura italiana, 1968)

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