sabato , 19 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Francesco Bianconi (25/05/1973)

«Secondo te, chi è il “Matto”?

Non sono così esperto da fornire una definizione clinica. Il Matto è molto probabilmente una persona malata. Una brutta espressione-sinonimo è “malato di mente”. Qualcosa nel funzionamento della testa del Matto non va come deve andare. Il Matto devia dalla norma. Straparla, delira, salta, piange, ride, quasi mai nel momento o nei modi che la società che gli sta intorno considera giusti. Ed è qui che ti volevo. Citando De André, “dietro ogni scemo c’è un villaggio”. Le patologie della mente umana si sustanziano e si completano in relazione e nei confronti di qualcos’altro. Chiamiamo questo qualcos’altro, per semplicità, “società”. Il Matto è matto anche e soprattutto perché c’è un collettivo “altro” da lui, un villaggio, una comunità, una società, che lo indica e ne sottolinea la diversità.  »

Da un’intervista rilasciata a Simone Cristicchi

«dove vado non lo so

quanto male ti farò

voglio il ciuffo di De André

e una bimba come te»

da Il Muschiere 999

«L’unica cosa che ho
E’ la bellezza del mondo
La sola cosa che so
è che vorrei conservarla
Per me»

da La canzone di Alain Delon

«Fumo un’altra sigaretta,
perché è facile buttarsi via,
respiro e scrivo,
tutto quello che mi manca
è un’assurda specie di preghiera,
che sembra quasi amore…

[...]

Mi manchi tu, la libertà,
tanti LP, Battisti e Mina,
mi servi tu, la malattia,
che spazza via, la razza umana.»

da Piangi Roma, colonna sonora del film Giulia non esce la sera.

«Che fine hai fatto?
ti sei sistemato?
che prezzo hai pagato?
che effetto ti fa?
vivi ancora in provincia?
ci pensi ogni tanto alle rane?
L’ultima volta ti ho visto cambiato
bevevi un amaro al bancone del bar
perchè il tempo ci sfugge
ma il segno del tempo rimane.»

da Le Rane

Nota:

Forse Bianconi non avrà il ciuffo di De André, ma sicuramente ha dimostrato, insieme ai Baustelle, di meritare un posto nel nuovo cantautorato italiano. Le canzoni del gruppo nato nel 1996, infatti, riescono bene nel compito che è proprio del cantautore: raccontare storie, personaggi, sentimenti, accompagnando queste storie con la musica più adatta al contesto.

Dal primo album, Sussidiario illustrato della giovinezza, al più recente I Mistici dell’Occidente, il trio ha saputo sempre rinnovarsi pur mantenendo perfettamente riconoscibile e caratteristico lo stile e i ritmi che li contraddistinguono.

Questi auguri, quindi, oltre che a Francesco Bianconi, vanno anche agli altri due membri del gruppo: Rachele Bastreghi e Claudio Brasini.

 (lm)

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