martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Felisberto Hernández (20/10/1902)

«Io non sapevo cos’erano le betulle ma supponevo che fossero delle piante. Avevo smesso di leggere perché avevo troppo sonno, ma andavo a letto con la parola betulle tra le labbra. Una volta a letto pensai a come avevano fatto a mettere i nomi alle cose. Non sapevo se avevano cercato dei nomi in modo tale da ricordarsi delle cose quando non erano presenti, o se avevano dovuto indovinare i loro nomi prima di conoscerle. Poteva anche essere che gli uomini di un tempo avevano già pensato a dei nomi e li avevano distribuiti alle cose. In questo caso io avrei messo il nome betulle alle carezze che si facevano a un braccio bianco: be sarebbe la parte del braccio bianco e le tulle sarebbero le dita che l’accarezzavano. Allora accesi la luce, tirai fuori dalla cartella il quaderno e la matita e scrissi: “Io voglio fare betulle alla mia maestra”. Poi presi la gomma, cancellai e spensi la luce».

Da Terre della memoria, 1964

«Tra me e il corpo c’è una lei. Dev’essere lei che ci separa. Lei ascolta i pensieri estranei, eccetera. [...]

La testa.
Quella raffinata francese.
Il suo complicato mondo di pensieri estranei, la sua sensibilità, la sua vanità, addirittura la sua nobiltà.
La pazza che parla da sola.
È lei che ha venduto il corpo ai pensieri estranei.
È lei che inventa Dio perché ha paura e altre condizioni per inventarlo».

Da Annotazioni di lavoro sul Diario dello svergognato

Traduzioni dallo spagnolo (Uruguay) a cura di Asterischi.it (as)

«Era un viso tranquillo, che ancora per qualche tempo avrebbe continuato a ricordare un medesimo passato. In certi momenti i suoi occhi sembravano vetri affumicati dietro i quali non c’era nessuno».

Da Nessuno accendeva le lampade, La nuova frontiera, traduzione di Francesca Lazzarato

Nota:

Al giovane Felisberto non basta accompagnare i film muti con la musica del suo pianoforte, e decide di scrivere. E di scrivere delle sue esperienze da pianista e della ricerca continua che è la sua vita quotidiana. Questa è la storia di un musicista che è diventato uno degli scrittori più importanti dell’America latina. Del suo io smembrato e di tutte le parti del suo corpo in fuga e in conflitto perenne, ci restano le sue dita, ben salde sulle pagine che ci ha lasciato, di cui l’Italia ne ha scoperte ancora troppo poche.

(as)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com