mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Fëdor Dostoevskij (11/11/1821)

«Amico, amico mio, nell’abiezione, nell’abiezione anche adesso! E’ terribile quante cose l’uomo debba soffrir sulla terra, quante sventure gli tocchino! Non credere ch’io non sia altro che uno sguattero in divisa da ufficiale, che ingolla cognac e fa disordini. Io, fratello, solo a questo, si può dire, tengo il pensiero, a quest’uomo nell’abiezione, salvo ch’io non sia un mentitore. Voglia Iddio che ora io non menta, e non incensi me stesso. Apposta medito su quest’uomo, perché sono io stesso un uomo simile.

Affinché da sue bassezze

l’uomo avesse alfin riscatto

con l’antica madre terra

egli strinse eterno patto.

«Senonché, ecco dov’è il problema: come potrò io stringere con la terra un patto eterno? Io non abbraccio la terra, non le squarcio il seno: o forse dovrei farmi contadino, o pastore? Io vado innanzi e non so se ho preso la via delle lordure e dell’infamia, oppure della luce e della gioia. Ecco il guaio dov’è: è che tutto, a questo mondo, è un enigma!”».

Estratto da I fratelli Karamazov

«A casa, in primo luogo il più del tempo leggevo. Mi studiavo di soffocare con impressioni esteriori tutto quanto mi ribolliva senza posa dentro. E le sole impressioni esteriori che potessi procurarmi mi venivano dalla lettura. La lettura senza dubbio mi giovava molto, m’agitava, mi deliziava e mi torturava. Ma qualche volta m’annoiava mortalmente. Mi prendeva allora la voglia di muovermi malgrado tutto e mi buttavo, non dirò al libertinaggio, ma a una meschina licenza, oscura, sotterranea, sordida».

Estratto da Ricordi dal sottosuolo

«Effettivamente, Varvara Petrovna non poteva dirsi proprio una bellezza: era una donna alta, gialla, ossuta, dal viso smisuratamente lungo che faceva pensare ad un cavallo. Stepan Trofimovic, tormentato dai dubbi, esitava sempre più; arrivò perfino a piangere, un paio di volte, dall’incertezza (piangeva abbastanza spesso). La sera, sotto la pergola, il suo viso cominciò ad esprimere involontariamente qualcosa di capriccioso e di beffardo, una certa civetteria e insieme una certa alterigia. E’ questa una cosa che si fa involontariamente, senza accorgersene; e dà tanto più nell’occhio quanto più è nobile chi lo fa».

Estratto da  I demoni

«Sentirete, Nasten’ka (mi sembra che non finirò mai di chiamarvi Nasten’ka), sentirete che in quegli angoli vivono strane persone – sognatori. Un sognatore – se è necessaria una sua definizione precisa – non è una persona, ma sapete, un essere di genere neutro. Si stabilisce il più delle volte in qualche angolo inaccessibile, come se ci si nascondesse perfino dalla luce del giorno, e quando poi si rifugia a casa, allora si radica al suo angolo come una lumaca, o, almeno, è molto simile in questo atteggiamento a quell’interessante animale che è animale e casa insieme, che si chiama tartaruga. Cosa ne pensate, perché ama tanto le sue quattro pareti, pitturate immancabilmente di colore verde, annerite, tristi e intollerabilmente affumicate?».

Estratto da Le notti bianche

Nota

Fedor Michajlovic Dostoevskij raffigura sempre l’uomo sulla soglia dell’ultima decisione, nel momento di crisi. L’uomo dostoevskiano non riesce a vedere con chiarezza nel proprio intimo, è un uomo pieno di contraddizioni al suo interno e per questo immensamente affascinante.

(tv)

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