sabato , 21 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Fabrizio De André (18/02/1940)

«se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore»

(da La guerra di Piero, album Tutto Fabrizio De André 1966)

 
«Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.»

(da La città vecchia, album Tutto Fabrizio De Andrè)

«Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.»

(da Bocca di rosa, album Volume I 1967)

«Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior»

(da Via del campo, album Volume I)
«Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.»

(da Preghiera in Gennaio, album Volume I)

«Non cercare la felicità
in tutti quelli a cui tu
hai donato
per avere un compenso
ma solo in te
nel tuo cuore
se tu avrai donato
solo per pietà»

(da Corale, album Tutti morimmo a stento 1968)

«La polvere il sangue le mosche e l’odore
per strada fra i campi la gente che muore
e tu, tu la chiami guerra e non sai che cos’è
e tu, tu la chiami guerra e non ti spieghi il perché.

L’autunno negli occhi l’estate nel cuore
la voglia di dare l’istinto di avere
e tu, tu lo chiami amore e non sai che cos’è
e tu, tu lo chiami amore e non ti spieghi il perché.»
(da Terzo intermezzo, album Tutti morimmo a stento)

«Vola il tempo lo sai che vola e va,
forse non ce ne accorgiamo
ma più ancora del tempo che non ha età,
siamo noi che ce ne andiamo
e per questo ti dico amore, amor
io t’attenderò ogni sera,
ma tu vieni non aspettare ancor,
vieni adesso finché è primavera.»

(da Valzer per un amore, album Nuvole barocche 1969)

«”Piango di lui ciò che mi è tolto,
le braccia magre, la fronte, il volto,
ogni sua vita che vive ancora,
che vedo spegnersi ora per ora.

Figlio nel sangue, figlio nel cuore,
e chi ti chiama – Nostro Signore -,
nella fatica del tuo sorriso
cerca un ritaglio di Paradiso.

Per me sei figlio, vita morente,
ti portò cieco questo mio ventre,
come nel grembo, e adesso in croce,
ti chiama amore questa mia voce.

Non fossi stato figlio di Dio
t’avrei ancora per figlio mio”.»

(da Tre madri, album La buona novella 1970)

«Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.»

(da Il testamento di Tito, album La buona novella)

«per stupire mezz’ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.»

(da Un matto album Non al denaro, non all’amore, né al cielo 1971)

«Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c’e’ il bene e c’è il male.

Quando vide che l’uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni.

… mi cercarono l’anima a forza di botte… »

(da Un blasfemo, album Non al denaro, non all’amore, né al cielo)

«Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare
guardate l’ossigeno al suo fianco dormire:
soltanto una legge che io riesco a capire
ha potuto sposarli senza farli scoppiare. »

(da Un chimico, album Non al denaro, non all’amore, né al cielo)

«E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.

Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.»
(da Il suonatore Jones, album Non al denaro, non all’amore, né al cielo)

«Se ti tagliassero a pezzetti

il vento li raccoglierebbe

il regno dei ragni cucirebbe la pelle

e la luna tesserebbe i capelli e il viso

e il polline di Dio | di Dio il sorriso.»

(da Se ti tagliassero a pezzetti, album Fabrizio De Andrè 1981)

«ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere »

(da Smisurata preghiera, album Anime salve 1996)

Nota:

«Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest’età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d’arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l’esuberanza creativa.» (dal programma televisivo La storia siamo noi – Fabrizio De André)

E nella canzone Fabrizio De Andrè ha trovato il terreno in cui riuscì meglio ad esprimersi: in essa poesia e musica si intrecciano facendo di lui uno dei più grandi cantautori italiani, per non dire “il” cantautore italiano per eccellenza. Nelle sue canzoni si mescolano speranze, preghiere, apologie, accuse, confessioni ma in esse vi è anche stupore, incredulità, ma mai rassegnazione. Raccontano storie di ogni giorno, storie vere, storie spesso omesse o nascoste alla vista perché troppo scomode. Eppure per Faber non esistevano storie troppo scomode per essere raccontate, ogni storia era degna di una canzone, o forse quelle scomode lo erano di più perché storie emarginate dalla società, ripudiate da essa.

«Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O Anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile.» (da Una goccia di splendore)

(ag)

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Un commento

  1. Seguo ogni giorno il vostro sito ed ero pronto a bacchettarvi qualora non aveste pubblicato nulla su De Andrè, non mi avete deluso però, bravi!! Continuate così…

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