martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Ernesto ‘Che’ Guevara de la Serna (14/06/1928)

 

«E se andassimo in Nord America?

-          In Nordamerica? E come? –

-          Con la Poderosa, diamine! –

Così venne deciso il viaggio, che in ogni momento si sarebbe attenuto alla linea generale su cui era stato progettato: l’imporvvisazione.»

Da Latinoamericana, 1952

«La luna piena si staglia sul mare e ricopre di riflessi argentati le onde. Seduti su una duna guardiamo l’incessante movimento con animi diversi; per me il mare è sempre stato un confidente, un amico che assimila tutto quel che gli viene raccontato senza mai rivelare il segreto confidato e che dà i migliori consigli: un rumore il cui significato ciascuno interpreta come crede.

Per alberto è uno spettacolo nuovo che gli procura uno strano turbamento, e gli effetti si percepiscono nello sguardo attento con cui segue il formasi di ogni onda che va a morire sulla spiaggia. Alla soglia dei trent’anni Alberto scopre l’Oceano Atlantico e prova in questo momento la trascendenza della scoperta che spalanca infinte vie verso qualsiasi punto del mondo.»

Da Latinoamericana, 1952

«Ventun anni senza guerre mondiali,in questi tempi di grandi confronti, scontri violenti e cambiamenti repentini, sembrano molti. Tuttavia, anche senza analizzare i risultati pratici di questa pace, per la quale noi tutti ci dichiariamo disposti a lottare, vale la pena chiedersi se questa pace sia reale.»

Da Creare due, tre, molti Vietnam è la parola d’ordine, 1966

«la parte che può sostenere una donna in tutto lo sviluppo di un processo rivoluzionario è di straordinaria importanza. È bene ripeterlo, dato che in tutti i nostri Paesi di mentalità coloniale c’è una disistima per la donna che giunge fino a diventare una vera e propria discriminazione.»

Da Guerra per bande, 1961

«Fidel,
in questa ora mi ricordo di molte cose, di quando ti ho conosciuto in casa di Maria Antonia, di quando mi hai proposto di venire, di tutta la tensione dei preparativi.
Un giorno passarono a domandare chi si doveva avvisare in caso di morte, e la possibilità reale del fatto ci colpì tutti. Poi sapemmo che era proprio così, che in una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore, e molti compagni sono rimasti lungo il cammino verso la vittoria.
Oggi tutto ha un tono meno drammatico, perché siamo più maturi, ma il fatto si ripete. Sento che ho compiuto la parte del mio dovere che mi legava alla rivoluzione cubana nel suo territorio e mi congedo da te, dai compagni, dal tuo popolo, che ormai è il mio

[…]

Avrei molte cose da dire a te e al nostro popolo, ma sento che le parole non sono necessarie e che non possono esprimere quello che io vorrei dire; non vale la pena di consumare altri fogli.
Fino alla vittoria sempre. Patria o Morte!
Ti abbraccio con grande fervore rivoluzionario

Che»

Dall’ultima Lettera a Fidel

Nota:
« Ho sentito che da allora sei diventato grande
Comandante vittorioso e poi ministro
Che hai sfidato dittatori e per anni li hai beffati
E che adesso tutto il mondo ti conosce.
Ma a noi piace ripensare alla tua voglia di partire
Alla moto caricata all’impossibile
Agli scherzi di Alberto, alla sete di avventura
E’ un bel modo per dire libertà »

Modena City Ramblers, Transamerika

«Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni

 e voi a decine che usate parole diverse le stesse prigioni,

da qualche parte un giorno, dove non si saprà,

dove non l’aspettate, il Che ritornerà!»

Francesco Guccini, Stagioni

«Ti ho conosciuto bambino
lì, in quella terra di Cordoba argentina
mentre giocavi tra i pioppi e il granturco,
le mucche delle vecchie fattorie, i braccianti …

Non ti ho più rivisto, finché un giorno seppi
che eri luce insanguinata, il nord,
quella stella
che ogni attimo bisogna guardare
per sapere dove ci troviamo»

Da una poesia di Rafael Alberti

«Il ritratto del Che fu, agli occhi di miloni di persone, il ritratto stesso della suprema dignità dell’essere umano. […] Che Guevara, se così si può dire, esisteva già prima di essere nato. Che Guevara, se così si può affermare, continuò ad esistere anche dopo morto. Perché Che Guevara è solamente l’altro nome di ciò che c’è di più giusto e degno nello spirito umano. Ciò che spesso vive addormentato dentro di noi. Ciò che dobbiamo risvegliare per conoscere e per conoscerci, per unire l’umile passo di ognuno di noi sulla strada di tutti»

Josè Saramago, Breve riflessione su una foto del Che.

Medico, scrittore, critico letterario, pensatore politico, ma soprattutto guerrigliero ed uomo d’azione, Ernesto Guevara de la Serna, detto ‘Che’ per la sua particolare cadenza tipicamente argentina, è stato uno dei protagonisti indiscussi della storia della seconda metà del Novecento.

La famosa foto del Che, scattata da Alberto Korda in occasione del funerale di alcuni cubani morti a causa di un attentato della CIA, è stata e continua ad essere un simbolo importante e insostituibile per chiunque nutra la speranza di un mondo migliore.

Scrittori famosi e pluridecorati come Vázquez Montalbán, José Saramago, Osvaldo Soriano, Heinrich Böll e Andrei Makine, cantautori e gruppi musicali come Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Modena City Ramblers, Inti illimani, hanno dedicato opere, canzoni, articoli alla memorie di Che Guevara, dimostrando che quel sogno utopistico di speranza è destinato a sopravvivere al Che.

(lm)

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