sabato , 21 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon compleanno Enzo Striano (22/02/1927)

«Tocca a lei. Il cappio accanto a quello da cui penzola il corpo pesante di Natali oscilla un poco. N’è come affascinata: guarda il grosso nodo della corda. Chissà se scortica la pelle.

Il boia la spinge avanti. Sta per gridare qualche lazzo, don De Forti gli balza accanto, lo afferra per un braccio. – State zitto voi! – grida. Le prime file sentono, stupite. Forse pensano si tratti di un ordine, tacciono con aria premurosa, infantile. Passano parola. Un fruscio di “SSSSS, stavete zitte” si sparge per la piazza. Dopo un po’, della folla s’ode solamente il respiro.  Lei resta sbalordita a guardarla. Il gran mare di teste. Abbassando gli occhi coglie, in dettaglio, visi d’uomini, donne, ragazzi. Per un istante una povera faccia segnata, quattro peli grigiastri su una testa: Graziella?

Tutti mortificati, obbedienti all’ordine del prete. Come ragazzini. Di lì a poco, finita la festa, si sparpaglieranno in mille direzioni.  Sulla sabbia della Marinella, verso Santa Lucia, a Toledo, per rosicchiare spassatiempi, inghiottire frutti di mare, sbocconcellare pollanchelle. O a guardare il passeggio, a cercarsi un posto per la notte.  Le donne si rificcheranno nei bassi lerci, puzzolenti, a sfacchinare, sudare. Domani avranno già scordato quanto succede adesso: ora, però, si stanno divertendo, innocenti e crudeli come infanzia. Ma tutti siamo infanzia: questi qui, noi che moriamo, il re, la regina…Quante assurdità, meu Deus! Servirà, poi, ricordare queste cose?

Appaiono nuovamente impazienti, vede correre fremiti. Si stancano presto, come, appunto, succede ai bambini, non possono sopportare impegni troppo a lungo.

Per un attimo fissa lo sguardo su uno vestito da marinaio. Accigliato, anche lui la fissa. Ma, forse, sono le allucinazioni di chi sta per morire. È Vincenzo Sanges? È lui?

Addio, addio anche a te, Vincenzo. Caro Vincenzo della mia giovinezza in questa cara città. Amore mio tu pure, ovunque ti trovi adesso. Speriamo che riesca a salvarti.

Alza gli occhi, verso il mare, che s’è fatto celeste tenero. Come il cielo, come il Vesuvio grande e indifferente. Un piccolo sospiro di rimpianto. Non osa chiedere: vorrebbe, però. Ritrovarli tutti nell’abbraccio di Dio sarebbe bello. Così, invece, che rimane? Il resto di niente.

Vacilla. Mastro Donato il boia la sorregge, poi la spinge, con delicatezza. Le tiene una mano per farla salire sopra lo scaletto. Prima di dare il calcio la guarda, con occhio serio, un po’ aggrondato. »

Il resto di niente

Nota:

Enzo Striano è stato un celebre giornalista napoletano. Laureato in lettere, collaborò con quotidiani di celebre testata e scrisse alcuni romanzi. Il più noto, “Il resto di niente” , è un romanzo storico sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799, improntato sulla figura dell’intellettuale di fine settecento.

(mc)

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