domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Enzo Sciacca (07/01/1934)

«Prima o poi ad un proprio manuale, o comunque ad un volume che potesse esser utile anche come manuale, Enzo si sarebbe dedicato. Ne venne fuori Il problema storico del pensiero politico moderno (Arnaldo Lombardi Editore, novembre 2000), forse il suo libro più sofferto, ma anche il più importante. Alla grande sintesi Enzo aveva a lungo preferito le piccole monografie di analisi minuta di un singolo aspetto o di un singolo autore. Ma proprio in questo genere di esperienze aveva coltivato una straordinaria capacità di collegamenti e di connessione fra le diverse interpretazioni delle diverse concezioni politiche, che lo rendeva predestinato a un’opera di carattere generale, capace di motivare gli studenti più bravi senza scoraggiare quelli meno bravi. Delle metodologie e degli approcci della moderna scienza politica gli piaceva ritrovare radici nelle fonti del pensiero politico della storiografia antica. Dopo il suo ultimo volume (Principati e Repubbliche. Machiavelli, le forme di governo e il pensiero francese del Cinquecento. Centro editoriale Toscano, novembre 2005) gli avevo telefonato per complimentarmi e per auspicarne un altro nuovo su «Montesquieu: la rifondazione della scienza politica», che in qualche modo segnasse un suo ritorno al costituzionalismo. «Ci avevo già pensato – mi disse – anche perché così si intitola un capitolo del mio manuale. Ma almeno a Natale, non pensiamo alle nostre cose, facciamo i nonni! »

Luigi Compagna

Nota:

Enzo Sciacca, acese di nascita, è stato uno storico e studioso del pensiero politico. Insegna in prestigiosi Atenei di tutta Europa, e a Catania, dove era stato allievo di Vittorio Frosini e Orazio Condorelli, dirigerà, negli anni ’80, il Dipartimento di Studi Politici, e sarà presidente della Facoltà di Scienze Politiche dal 1994 al 2003. I suoi svariati ed autorevoli studi l’hanno collocato in ruolo rilevante anche nel dibattito scientifico italiano ed europeo soprattutto in temi di costituzionalismo moderno, del machiavellismo, e delle teorie della sovranità.   

 «Aveva una idea precisa della Facoltà di Scienze Politiche: sapere critico e formazione culturale trasversale, fortemente ispirata da una base di storia del pensiero politico. Non poteva soffrire i tentativi di orientamento professionalizzante, non perché non fosse consapevole della necessità che i Giovani dovessero svolgere una attività professionale dopo la laurea, ma perché era fortemente convinto che una formazione culturale profonda e con radici interdisciplinari fosse sufficiente a formare buoni professionisti.
Soffrì molto dell’introduzione della riforma didattica. Alla Conferenza dei Presidi, in Facoltà, in tutte le sedi in cui poteva, sosteneva la tesi che a succedere al vecchio Corso di laurea in Scienze Politiche dovesse essere un Corso di laurea unico, con più indirizzi, e non una pluralità di Corsi.
Non in nome di una posizione di conservazione, l’idea di essere conservatore lo atterriva, ma in nome di una unità dei saperi che aveva difeso appassionatamente.
Introdotta la riforma, seppe stare alle regole del gioco. Con coraggio e impegno non comuni, pur essendo ormai quasi alla fine della carriera, si mise a disposizione della Facoltà per coordinare un Corso di Laurea specialistica in Storia contemporanea.
Nella vicenda della dipartimentalizzazione, alla metà degli anni ’80, con grande entusiasmo si era speso per l’attuazione della nuova normativa di riorganizzazione della didattica e della ricerca.
Di Lui la Facoltà ricorderà sempre l’impegno continuo, la presenza di servizio, la disponibilità, il lavoro intenso per l’istituzione e, soprattutto, il profondo attaccamento all’identità culturale, scientifica, organizzativa.»

 Estratto da Ricordo del Professore Enzo Sciacca di Giuseppe Vecchio

(rrb)

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