martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Enzo Biagi (09/08/1920)

 

« Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie… ma tira un forte vento »

Enzo Biagi pochi giorni prima di “cadere”.

« Eventualmente è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità che restare al prezzo di certi patteggiamenti. »

da Il Fatto, 18 aprile 2002

« Considero il giornale un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata. »

dall’editoriale del primo giorno di direzione al Resto del Carlino

« L’accusa verso di me è sempre stata la stessa: Biagi è un comunista. Forse deluderò qualcuno e qualcuno, invece, sarà felice: non sono mai stato comunista, sono solo un vecchio socialista [...] In fin dei conti questa accusa cosa voleva dire? Che mangiavo i bambini? [...] Ed è incredibile che quell’accusa mi abbia accompagnato fino a ottantadue anni, quando ancora una volta, ho pagato per le mie idee. »

da Era ieri

« L – Il giornalista chi è?
B -  Un signore che racconta le storie degli altri.
L – Cosa deve fare un bravo giornalista?
B – Correttamente il suo mestiere.
L – Da chi deve difendersi un bravo giornalista?
B – Dalla tentazione di sentirsi anche il protagonista. »

da Intervista alle iene con Enrico Luci, 2002

« C’è qualcuno che ha detto che questa generazione, la mia, non ha avuto altro che il tempo di morire. Ma c’è una cosa che è ancora più triste, perché è vero che ci sono molti morti nella nostra vita, ma come ha detto Bernanos, «più morto di tutti è il ragazzo che io fui». Voglio dire che quello che la guerra ha portato via e che nessuno ci potrà mai più rendere sono le illusioni, i sogni e gli errori dei vent’anni. Forse è qui la nostra grande attenuante, quella di una generazione che non ha mai avuto la giovinezza. »

da Quello che non si doveva dire

« Pasolini – […] è proprio il medium di massa in sé: nel momento in cui qualcuno ci ascolta dal video, ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico.

Biagi – Io penso che in certi casi è anche un rapporto alla pari, perché lo spettatore che è davanti al teleschermo rivive attraverso le vostre vicende anche qualcosa di suo. Non è in uno stato di inferiorità. Perché non può essere alla pari?

Pasolini – Teoricamente questo può essere giusto per alcuni spettatori, che culturalmente, per privilegio sociale, ci sono pari. Ma in genere le parole che cadono dal video, cadono sempre dall’alto, anche le più democratiche, anche le più vere, le più sincere. »

da intervista a Pier Paolo Pasolini a Terza B, facciamo l’appello, 1971 (censurata e non andata in onda)

Le radici dell’integrità. Ricordo di Enzo Biagi a Ballarò da un’intervista di Andrea Vianello per il Premio Ilaria Alpi, fatta in occasione della consegna nel 2005 del Premio alla Carriera.

Biagi intervista Gheddafi otto ore prima del bombardamento americano su Tripoli. Rai – Spot – 22/04/1986

Interviste a Benigni. Da Il Fatto.

Biagi intervista Berlusconi, Il Fatto 13/12/2000

L’editto bulgaro, l’allontanamento e il ritorno di Biagi alla Rai

Intervista a Biagi per Viva Zapatero.

 

Nota:

« Con un paio di amici ci siamo trovati a ragionare sulla straordinaria popolarità di Biagi. Per paradosso, ci ha colpito che questa popolarità toccasse proprio a uno “di sinistra”. Popolare e di sinistra erano, fino a un paio di decenni fa, quasi sinonimi. Poi qualcosa è cambiato, la sinistra è parsa più in simbiosi con i ceti medi colti, con le élites intellettuali, e se si rivolge al popolo è più per rimproverarlo che per sentirsene parte. Il lascito più prezioso di Biagi, dunque, sta proprio in ciò che a volte gli fu rimproverato: la sua profonda e naturale popolarità, la facilità estrema con la quale sapeva entrare in sintonia con le persone semplici. Per lui essere di sinistra voleva dire essere popolare: pensandoci bene, questo era puro anticonformismo. »

Michele Serra.

« Ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscerlo qualche mese fa, purtroppo tardi. Enzo Biagi era, non solo un grande cronista, ma un galantuomo. Ci lascia un esempio limpido di integrità umana e professionale. »

Daniele Luttazzi a Decameron.

“Si rimprovera qualcosa?”. A chi importerebbe dei rimpianti di Pasolini come di Berlusconi, o di Gheddafi come Buscetta, non sarebbe più interessante attenersi alle colpe e agli onori, l’autocompiacimento di chi punta il dito senza peccato e di chi celebra i propri messia come fossero stati illuminati dallo Spirito Santo? Enzo Biagi non proclama, non si scompone e con aria dissoluta parla ai malvagi e agli eroi della patria con garbo e discrezione di sé: nelle interviste i protagonisti sono gli intervistati, nei ritratti la biografia dei suoi personaggi, nella cronaca è la verità a parlare. Biagi però si avverte nell’umanità, nell’impercettibile sfumatura emozionale sempre tesa alla speranza che qualcosa possa cambiare o che magari in maniera apologistica cambieremmo, perché anche la redenzione può insegnare qualcosa.

Sensibilità e rispetto sono le più grandi virtù di uno dei migliori cronisti che il giornale e la televisione abbiano mai conosciuto,  un “moralista un tanto al chilo”, un comunista, come amavano definirlo, un giornalista fuori corso all’università ma con due lauree ad honorem, un pioniere della verità scomodo per chi la verità preferiva migliorarla, un uomo fedele a se stesso e ai propri valori fino alla fine, forte in realtà del suo stesso dolore perché in fondo “un giornalista può essere amico di tutti, ma il mestiere che fa non è amico di nessuno”.

 

(ss)

 

 

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