venerdì , 18 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Enrico Deaglio (11/04/1947)

«Spatuzza, in siciliano «piccola spada», ha 45 anni, pochissima scolarità e il soprannome di «u tignusu», ovvero il calvo. (Un calvo che accusa un trapiantato, così va il mondo). Fa parte della famiglia di Brancaccio, il sedicente quartiere industriale di Palermo, comandata dai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano e fortemente associata ai corleonesi di Riina e Provenzano. Per loro ha strangolato, sparato, messo bombe.

È di una fedeltà assoluta, tanto da chiamare il suo capo, Giuseppe Graviano, «Madre Natura» e diventa in breve un tecnico criminale polivalente e specializzato. Nel 1992 imbottisce di tritolo la Fiat 126 usata per far saltare in aria Borsellino e la sua scorta. Nel 1993 è lui ad organizzare tutto il trasporto delle centinaia di chili di tritolo, la logistica e lo staff della campagna stragista di Roma, Firenze e Milano. L’anno dopo è nel commando che uccide don Puglisi, poi si incarica di sciogliere nell’acido il bambino Giuseppe Di Matteo».

Quella piccola spada sul potere, da L’Unità

«Oggi ho visto sui siti internet che l’onorevole Ignazio La Russa, ministro della Difesa della Repubblica Italiana – da cui dipendono i nostri servizi segreti militari, i carabinieri, la sicurezzanazionale, l’ordine pubblico – è intervenuto nel corso di una conferenza stampa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per zittire un giornalista che poneva domande legittime ma ritenute scomode. Personalmente il ministro della Difesa lo ha aggredito, strattonato, insultato, lasciandolo poi a delle persone non identificate che lo hanno accompagnato fuori dalla sala. Intorno, nelle riprese televisive, ho visto volti attoniti di altri giornalisti, alcuni -mi è sembrato- facendo molto sforzo per reprimere la rabbia. Altri, semplici spettatori. Io non credevo che un regime fosse così malandato da dover mandare in campo, con le mani, il proprio ministro della Difesa, non uno dei suoi guardaspalle. Non succede neppure nel vituperato SudAmerica, dove quel genere di ministri ha dei valenti guardaspalle».

Un ministro così non c’è nemmeno in Sudamerica, da L’Unità

Nota:

Enrico Deaglio è un giornalista italiano. Dalla metà degli anni ’70 ha collaborato con alcuni tra i più importanti giornali italiani e oggi rappresenta un punto di riferimento per i lettori che trovano nelle sue inchieste e nel suo stile sferzante e diretto la chiave per comprendere alcune problematicità italiche. Celebri le inchieste televisive su Rai3 e la direzione di Diario, durata dal 1997 al 2008. Personaggio inviso alla parte politica avversa perché la sua irruenza stilistica mira poco alla conciliazione e alla moderazione, ma allo stesso tempo seguito e stimato dai suoi numerosi lettori.

(rrb)

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