martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Enrico Brizzi (20/11/1974)


«Alla fine ognuno cerca di far muovere gli altri nel suo personale teatrino. Il peggio è che io farò precisamente tutte queste cose, tutto quello che si aspettano da me, un gesto dopo l’altro, in fila, per vivere anche nelle loro scenette squallide o banali o tragiche e poi riderne da solo, ma farò tutto quel che vogliono, perché è l’unico modo che ho di sentirmi vivo è cambiare continuamente e fare sempre delle cavolo di recite.»

Da Jack Frusciante è uscito dal gruppo

«E lui non aveva mai amato così tanto, poiché si ama davvero forse solo nel ricordo.»

Da Jack Frusciante è uscito dal gruppo

«Se niente li avesse separati fino al momento della partenza, sarebbe stato come Ricky Cunningham presidente degli Stati Uniti o come suonare l’attacco di Foxy Lady con la Strato in fiamme uguale preciso all’attacco su disco del vecchio Hendrix. Sì. Il nostro diavolo d’un uomo ci avrebbe creduto. Ci avrebbe creduto tutti i giorni, e per sempre.»

Da Jack Frusciante è uscito dal gruppo

«Ed in definitiva chi eri tu, a vent’anni, e chi erano i tuoi amici, ciascuno con la sua maschera, i comportamenti stilizzati. Le interpretazioni della vita al posto della vita vera, i patti di fratellanza che potevano essere violati, se solo riuscivano a tenerti abbastanza le canottiere a costine delle ragazze, o il lampo verdazzurro di uno sguardo che richiamando ti teneva indietro in un teatrino d’ombre, alla fine, in cui non c’era più posto per i giusti sogni, per immaginare qualcuno come un cigno e solo si bruciava di incazzature, e rabbie e seduzioni, in strade e discorsi sempre più poveri, davanti cui ci si sforzava, disperati e matti, di conferirlo a noialtri, un senso, intanto che io passo fluviale del mondo tutti quanti noi, ciechi e sordi, ci trascinava.»

Da Tre ragazzi immaginari

Nota:

Enrico Brizzi divenne famoso quando, non ancora ventenne, pubblicò il romanzo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, in cui si descriveva il percorso di crescita, il rapporto con l’amore e la morte, di un adolescente con toni ora ironici, ora decisamente tragici, ora semplicemente realistici; toni, per fortuna, decisamente lontani dagli stereotipi dei libri di Moccia.

(lm)

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