mercoledì , 22 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Émile Zola (02/04/1840)

 

 

«È un delitto fuorviare l’opinione pubblica, utilizzarla per un’impresa di morte, quest’opinione pubblica, dopo averla pervertita al punto di farla delirare. E’ un delitto avvelenare gli oscuri e gli umili, esasperare le passioni di reazione e d’intolleranza barricandosi dietro l’odioso antisemitismo, di cui la grande Francia liberale dei diritti dell’uomo morirà, se non ne è ancora guarita. E’ un delitto sfruttare il patriottismo ai fini dell’odio, è un delitto, infine, fare del potere militare il dio moderno, quando tutta la scienza umana è al lavoro per il progresso della verità e della giustizia.

Questa verità, questa giustizia che abbiamo voluto con tanta passione, che angoscia vederle schiaffeggiare così, più misconosciute e oscurate che mai!  »

da J’accuse, lettera aperta al Presidente della Repubblica francese, 1898

«L’odio è santo. E’ l’indignazione dei cuori forti e potenti, il disprezzo militante di quelli che irritano la mediocrità e la stupidità. Odiare è amore, è sentire la propria anima calda e generosa, è vivere profondamente del disprezzo delle cose vergognose e sciocche.

L’odio risolleva, l’odio fa giustizia, l’odio cresce. [...]

Se io valgo qualcosa oggi è perché sono solo e odio.»

 da Des haines, 1866

 « Alto nel cielo, ora il sole di germinale raggiava in tutta la sua gloria. Al caldo dei suoi raggi, la terra sprigionava in mille forme la vita dal suo grembo materno. Le sementi gonfiavano, bucavano di germogli la zolla, variavano i solchi del loro tenero verde. Le gemme degli alberi si schiudevano in lucide foglie; i campi trasalivano sotto la spinta dell’erba, agognanti alla luce. Per la vegetazione in succhio, si propagava come un fremito: era la linfa che urgeva sotto le cortecce, che traboccava dovunque. Ma sotto quel tripudio della natura, sempre più distinto, il giovane continuava a udire l’oscuro travaglio dei minatori. E di questa messe soprattutto la terra era incinta; una messe che spunterebbe un giorno alla luce, grandeggerebbe nei solchi per gli imminenti raccolti. Là in fondo un esercito lentamente cresceva; un nero esercito vendicatore che, schiantando la terra, ben presto esploderebbe alla luce. »

 da Germinale, 1885

 Nota:

Emile Zola, nato a Parigi e cresciuto ad Aix-en-Provence, è uno degli scrittori più prolifici della letteratura francese. La sua concezione di romanzo come “macchina sperimentale” per scandagliare l’animo umano e capirne la sua degenerazione (fisica e mentale) non ci mise molto a valicare i confini dell’Esagono, influenzando ben presto la letteratura straniera. Figlio del positivismo di Darwin, Taine e Bernard e attento all’opera di Balzac e Flaubert, Zola ebbe l’intuizione di utilizzare  la scrittura come strumento di indagine, alla ricerca della verità come farebbe uno scienziato attraverso i suoi esperimenti. Così partorì il Ciclo dei Rougon-Maquart, un’epopea che vuole scandagliare la società del Secondo Impero partendo dalla convinzione che il comportamento dell’uomo è determinato dall’ambiente in cui cresce e vive. Quello che ne viene fuori è un ritratto violento e a tratti destabilizzante dei conflitti sociali di una Parigi in declino. Avvicinatosi alle idee socialiste fu costretto a un anno di carcere e poi all’esilio, ma questo confermò la sua immagine di guida intellettuale ormai riconosciuta in tutta Europa.

(rb)

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