mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Elvis Presley (08/01/1935)

«Se non fosse stato per Elvis, non so dove sarebbe la musica popolare. Fu lui quello che diede inizio a tutto, e, per me, fu certamente lui l’inizio di tutto.» (Elton Jhon)

«Prima di Elvis non c’era niente.»  (John Lennon)

«Ascoltarlo per la prima volta fu come evadere di prigione. Il punto culminante della mia carriera? E’ facile, Elvis che incide una delle mie canzoni.»  (Bob Dylan)

«Fu grande quanto l’intera nazione stessa, fu grande quanto l’intero sogno. Ne incarnò proprio l’essenza e fu in combattimento mortale con essa. Nessuno prenderà il posto di quest’uomo. E’ stato come se fosse venuto e avesse sussurrato qualche sogno nell’orecchio di ognuno, ed in un modo o nell’altro tutti noi lo abbiamo sognato.
Ci sono stati molti uomini duri.
Aveva più talento lui nella sua unghia del piede che la maggior parte di quelli, se non tutti, che oggi sono chiamati stelle.
Ci sono stati pretendenti. Ci sono stati contendenti. Ma c’è stato un solo re.»  (Bruce Springsteen)

Nota:
Un nome che fosse il più originale che si fosse mai sentito (Paul Simon), un look innovativo che faceva gridare le ragazze di ogni parte del mondo, movenze stranamente sensuali (i suoi caratteristici movimenti di bacino che gli valsero il soprannome “The Pelvis”), una voce calda e stupenda, “un talento da un milione di dollari” (Colonel Tom Parker), era tutto questo Elvis Presley, o semplicemente Elvis, il Re. Aldilà del personaggio che gli cucirono addosso questo ragazzo che faceva il camionista per aiutare la famiglia fu la prima vera icona pop, la prima vera “star” della cultura occidentale. Già prima di Elvis qualcosa si stava muovendo in realtà, la musica popolare stava abbattendo le barriere razziali e sui giornali comparivano i primi articoli di concerti rock’n roll in cui il pubblico era in egual misura composto da bianchi e neri. Ma oggi è veramente difficile immaginare l’impatto che ebbe Elvis, “la sua musica e la sua personalità, fondendo gli stili della parte bianca della nazione ed il rhythm and blues nero, cambiarono definitivamente l’aspetto della cultura popolare americana” (Jimmy Carter); “era bianco, ma cantava come un nero. Non era socialmente accettabile per i ragazzi bianchi comprare dischi di musica nera a quel tempo. Elvis ha riempito un vuoto” (Chet Atkins). Quando i primi dischi di Elvis uscirono gli ascoltatori delle radio che li trasmettevano telefonavano ai DJ per chiedere chi fosse quel nero che cantava canzoni country, oppure chi fosse quel bianco che cantava pezzi blues. La musica proposta da Elvis era così nuova, così rivoluzionaria e così “giusta” che nessuno potè fare a meno di imitarla, “chi venne dopo ha davvero solo seguito le sue orme”(Rod Stewart). Il seguito fu enorme. Elvis fu il simbolo, per la gente di tutto il mondo, della vitalità, della ribellione e del buon umore degli U.S.A, l’incarnazione stessa del sogno americano e l’inizio della musica popolare per come oggi la conosciamo.

(rv)

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