mercoledì , 23 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Elsa Morante (18/08/1912)

 

 

 

« Questa è la legge: alcuni sudano e si insanguinano i piedi per

toccare la Grazia, e diventano rochi per chiamarla, ma inutilmente,

perché la Grazia li rifiuta. Altri invece che vivono dimentichi e

vaghi come foglie sull’acqua, e non si curano della Grazia e magari

la respingono, in ogni momento sono vegliati e baciati da lei, e se

la ritrovano al capezzale il giorno della morte.»

da Un frivolo aneddoto sulla Grazia, tratto da Racconti Dimenticati

« 11. Se in nome della rivoluzione si riafferma il potere, questo significa che la rivoluzione era falsa, o è già tradita.

12. Qualunque rivoluzionario (foss’anche Marx o Cristo) che si riadatti al Potere (o assumendolo, o amministrandolo, o subendolo) da quel momento stesso cessa di essere un rivoluzionario, e diventa uno schiavo e un traditore.»

da Piccolo Manifesto dei Comunisti ( Senza Classe né Partito)

« I sogni sono spesso dei processi notturni di tutte le colpe della giornata. Come ci si accusa, ci si condanna! E ci si scopre, ogni giorno di più. Oggi conosco certe mie viltà, certe bassezze meglio di ieri. »

da Diario 1938

« – La colpa è pure delle popolazioni! Si vede proprio chiaro, a leggere la Storia Mondiale, e anche a guardare certi paesi! che una massa di gente non conosce l’unica speranza della vita, e non capisce il sentimento dei veri re. Per questo si può vedere perfino che i più bei valorosi stanno isolati, come dei feroci corsari. Nessuno li accompagna, fuorché la loro fedele scorta, o magari un solo amico, che li segue sempre e li difende con la sua persona: l’unico che conosce il loro cuore! Il resto della gente sta divisa da loro, come un branco di vili catturati, buttati in fondo alla stiva della nave grandiosa!

- La nave grandiosa, – (l’avvertii a questo punto), – sono parole che t’ho detto per fare un simbolo di poesia. Questi qua non sono discorsi materiali. La nave sarebbe: l’onore della vita!

Fra simili spiegazioni, m’ero drizzato, sedendomi a cavallo della panca. Era la prima volta che svelavo a una persona umana i risultati delle mie solitarie meditazioni. La sua espressione era assai grave, quasi religiosa. Rimasi un poco in silenzio, considerandola ogni tanto con brevi occhiate prima di decidermi a parlare ancora; e alla fine le dissi:

- L’ideale di tutta quanta la storia mondiale sarebbe questo: che i veri re s’incontrassero con una popolazione del loro stesso sentimento. Allora, potrebbero fare qualsiasi azione magnifica, potrebbero mettersi a conquistare perfino il futuro!

A uno non basta la contentezza di essere un valoroso, se tutti quanti gli altri non sono uguali a lui, e non si può fare amicizia. Il giorno che ogni uomo avrà il cuore valoroso e pieno d’onore, come un vero re, tutte le antipatie saranno buttate a mare. E la gente non saprà più che farsene, allora, dei re. Perché ogni uomo, sarà re di se stesso! »

da L’Isola di Arturo

 

« E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Se stesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza. »

daAracoeli

 

Nota

« Quello che mi colpì subito fu un lumino acceso davanti a una Madonna a capo del letto. E poi Elsa : non era una donna. Con quegli occhi viola, quella faccia piccola e larga, il sorriso timido che scopriva i denti minuti, separati, e i capelli grigi, arruffati disordinatamente in cima alla testa, era una viola, una viola del pensiero » .

Carlo Levi su Elsa Morante

Elsa cammina tra la gente a mo’ di zingara, fattucchiera, ha l’aria di chi la sa lunga e non osa abbassare lo sguardo; Elsa si circonda di uomini illustri, ma ne resta sempre un po’ dama e quando arriva il suo di successo vi si rifugia a guscio, si sente messa a nudo; Elsa non ama la vita mondana e si chiude nella sua stanzetta a raccogliere pensieri, con minuziosità scrivere, con bramosia sognare. Prima d’essere romanziera, poetessa, viaggiatrice, e ancora donna, moglie, Elsa è infatti una sognatrice. Sogna di amici e conoscenti e ne smaschera inconsciamente la vera natura, sogna di sua madre, dell’ affetto e le carezze di cui piange la mancanza, sogna di Alberto, amante sfuggente, scintillante eroe acclamato dal pubblico, a cui si volge sommessa osservandolo da lontano, all’ombra di una tenerezza ardente. Perché lui, un po’ Amleto un po’ Achille, sperimenta le passioni e il successo col sentimento di chi vive la vita giorno per giorno, mentre lei, furiosa Don Chisciotte e inappagata Madame Bovary, la realtà la conosce bene e s’illude di poterla cambiare. Elsa Morante è un’anarchica assetata di verità e letteratura: la verità perché è il cardine della conoscenza, e senza non può esservi né moto né rivoluzione; la letteratura perché è la sua voce, di un tono timido e più alto delle altre, ma sempre appassionato e carico di magico realismo. E’ questa quindi la visione che c’accompagna alla comprensione di romanzi quali L’Isola di Arturo, osservata con gli occhi solitari di un bambino con troppa fretta di crescere, o La Storia, cronaca, che vuole essere quasi corale, di tragedie dentro La tragedia.

Elsa Morante non si racconta, ma ci permettere di conoscerla racchiudendo nelle sue opere se stessa, si sente il suo respiro nei romanzi come nelle poesie, nei saggi come nelle raccolte, poiché come lei afferma :

« accade nei romanzi come nei sogni: una magica trasposizione della nostra vita, forse ancora più significativa della vita stessa perché arricchita della forza dell’immaginazione».

(ss)

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