martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon compleanno Edgar Lee Masters (23/08/1868)

 

«Non potevo correre o giocare
da ragazzo.
Da uomo potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere -
perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Ora giaccio qui
confortato da un segreto che nessuno tranne Mary conosce:
c’è un giardino di acacie,
di catalpe, e di pergole dolci di viti -
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary -
baciandola con l’anima sulle labbra
all’improvviso questa prese il volo.»

Francis Turner. Da Antologia di Spoon River

«Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felicie?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutt, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione? *
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield. »

La Collina, Da Antologia di Spoon River

 

«La macchina del Clarion di Spoon River venne distrutta e io incatramato e impiumato, per aver pubblicato questo, il giorno che gli anarchici furono impiccati a Chicago: Io vidi una donna bellissima con gli occhi bendati ritta sui gradini di un tempo marmoreo. Una gran folla le passava dinanzi, alzando al suo volto il volto implorante: Nella sinistra impugnava una spada. Brandiva questa spada, colpendo ora un bimbo, ora un operaio, ora una donna che tentava ritrarsi, ora un folle. nella destra teneva una bilancia; nella bilancia venivano buttate monete d’oro da coloro che schivavano i colpi di spada. Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto: “Non guarada in faccia a nessuno”. Poi un giovane col berretto rosso balzò al suo fianco e le strappò la benda. ed ecco,le ciglia erano tutte corrose sulle palpebre marce; le pupille bruciate in un muco latteo; la follia di un’anima morente le era scritta sul volto. Ma la folla vide perchè portava la benda.»

Carl Hamblin, Da Antologia di Spoon River

«Cosa ne è stato della speranza di felicità,
e cosa della fiducia negli amici,
e cosa della fedeltà nell’amore,
e cosa dei dolori che furono della vita,
e delle lotte che non cessarono,
e del riso che si sciolse in lacrime,
e delle lacrime che si inaridirono nella siccità della vita?»

Da Il nuovo Spoon River

Nota:

«Era superproibito quel libro in italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare, e mi hanno messo in prigione e sono molto contenta di averlo fatto.»

Fernanda Pivano

«Si direbbe che per Lee Masters la morte – la fine del tempo – è l’attimo decisivo che dalla selva dei simboli personali ne ha staccato uno con violenza, e l’ha saldato, inchiodato per sempre all’anima.»
Cesare Pavese

« Avrò avuto diciott’anni quando ho letto Spoon River. Mi era piaciuto, forse perché in quei personaggi trovavo qualcosa di me. Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo. »

Fabrizio De Andrè

Grazie alla celeberrima Antologia di Spoon River, l’avvocato americano Edgar Lee Masters conquistò un posto tra gli scaffali delle librerie di tutto il mondo.

Leggendo l’Antologia o il suo seguito, intitolato il nuovo Spoon River, che però non raggiunse mai la fama della prima opera, si immagina di camminare tra le tombe di un cimitero, vedendo i morti svegliarsi dal sonno eterno per narrare chi furono in vita.

Tradotta in italiano da Fernanda Pivano, che conobbe le poesie di Edgar Lee Masters grazie al grande Cesare Pavese, nel 1971 l’Antologia di Spoon River divenne oggetto d’ispirazione per il cantautore Fabrizio De Andrè, che rielaborò nove poesie tratte dal libro, trasformandole in canzoni grazie alla collaborazione del maestro Nicola Piovani.

(lm)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com