martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Davide Enia (02/04/1974)

«Che giudizio ha di sé?
Mi considero un autore che cerca di creare con l’atto scenico una verità emotiva.

Recita sempre in palermitano?
Più che altro penso in palermitano. E’ una categoria del pensiero.»

Da Intervista di Repubblica, 21/10/2007

«Io scrivo perché per me è un lavoro innanzitutto, è la mia professione questa qui ed ha la particolarità di avere, nell’atto della scrittura, un’autorialità che si impone, che non è semplicemente il voler dire che il mondo è per me questo: è la possibilità di tramutare tutto quello che ti succede in un’altra cosa, di usare tutto quello che ti accade come merce di scambio nei confronti della realtà.

Io con quello che mi accade ci mangio, mi ci pago gli affitti, ci costruisco un’impalcatura che magari diventa drammaturgia. Non c’è quell’ansia adolescenziale che potevo a 16 anni. No. Io scrivo perché è il mio lavoro e cerco di farlo al meglio, come cercherei di fare al meglio i vasi se fossi un ceramista o di operare al meglio se fossi chirurgo.

Io scrivo per far sì che la pagina abbia una partitura ritmica al suo interno, che la scrittura abbia una sua fluidità, a volte una sua eleganza, a volte una sua irruenza, a volte una sua scomodità.»

Da un intervista di InScena, novembre 2006

«Io non lo so cos’è il teatro ma quando lo vedo lo riconosco…Io non so cosa sia un artista, ma quando lo vedo lo riconosco.»

Da un intervista di InScena, novembre 2006

«Descrivere un laccio di una scarpa da calcio può davvero essere l’attività più importante del mondo, perchè quel laccio non è soltanto un laccio, e non è soltanto tutti i lacci del mondo. Può essere qualcosa in più: un dolore, un’emozione, un’ansia. Un simbolo, insomma.»

Da La narrazione adesso in Italia

«La Munnìzza vince sempre sull’odio e l’invidia

Nie’, così, tanto per, giusto per non perdere il senso della realtà, anche se qualcuno ci può leggere ossessione (ogni testa è tribunale) o, con una capacità di penetrazione del reale più profonda e sottile, il fatto che, quando parte l’agghiacciante retorica del “noi” e della divisione collettiva della colpa, c’è per fortuna qualcosa che per un pò rimane (basta un click) come traccia di una presa di posizione precisa e netta, e quindi volevo soltanto rimarcare che è quasi Pasqua e, nel giorno della morte del Cristo, la Palermo di Cammarata è peggio di un Calvario, la munnìzza è ovunque e la dignità è dispersa e attorno soltanto le stimmate della pochezza professionale e umana da parte di questa Amministrazione.

La Munnìzza vince sempre sull’odio e sull’invidia.

Buon Calvario, Palermo.»

02/04/2010

Nota:
Giovane attore e regista palermitano, Davide Enia vive per il teatro, per la cucina, per il Palermo. Il suo lavoro è mosso dalla convinzione che la bellezza è il “come” e non il “cosa”. La semplicità e il candore dei suoi temi ci lascia sovente disarmati. Nelle sue creazioni non manca mai la musica il silenzio l’odore della terrà l’intimità il gesto. Famoso per la trasmissione di radio2 Rembò, per i Capitoli dell’infanzia , ha ricevuto e riceve premi e applausi. Buon Lavoro, finché ce n’è….

(as)

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