lunedì , 23 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno David Lynch (20/01/1946)

«Eraserhead è il più spirituale di tutti i miei film. Quando lo dico nessuno lo capisce ma è così [...] cercavo la chiave d’accesso al significato di quelle sequenze. Qualcosa capivo ovviamente; ma non sapevo quale fosse il cemento che teneva insieme l’intero film. Una bella fatica. Così tirai fuori la Bibbia e iniziai a leggerla. Un giorno lessi una frase. chiusi la Bibbia: era fatta. Fine del discorso. Allora vidi il film come tutt’uno. La fra completò questa visione al posto mio, al cento per cento.
Penso che non rivelerò mai quale fosse quella frase.»

In acque profonde. Meditazione e creatività

Nota:
David Lynch è un regista, scrittore, pittore e compositore statunitense. L’universo creativo del cineasta americano è ormai parte integrante delle modalità di percepire e assimilare la contemporaneità da parte dell’uomo. Impossibile in breve addentrarsi nella vasta materia  fluttuante all’origine delle visioni  di Lynch, tutte più o meno legate ma anche autonome già a partire dalla prime opere Six Figures, The Alphabet e The Grandmother passando per la celebrità e fino a Inland Empire. Il cineasta da oltre trent’anni pratica la meditazione ed infatti diffonde un nuova Fondazione di meditazione trascendentale “Paese globale della pace mondiale” per promuovere la conoscenza della scienza vedica di Maharishi Mahesh Yogi.   

«Un autore. Non esiste niente di più diffuso oggi. Più rari restano i “film-autori”,quelli che creano il loro autore. Fortunatamente Lynch ne ha realizzato due o tre. La sua condizione particolare, davvero rischiosa, è che da Lynch ci si aspetta che non faccia Lynch. Un cinèphile deluso da Cuore Selvaggio , intervistato da Starfix non nasconde la sua collera: Lynch fa Lynch! Adesso ci ridilerà un film del genere all’anno.
E’ quasi un onore deludere gente simile,anche se l’opera in questione, secondo noi, non è un film ricetta, un piatto fatto per piacere al pubblico e che si possa riscaldare a piacere. »

Michel Chion, David Lynch

«Come altri cineasti americani – pensiamo a Tim Burton o a Terry Gilliam, David Lynch resta legato alla sua antica passione, ovvero l’animazione, territorio di passaggio che nel suo immaginario collega l’immagine in movimento alle arti visive, che ha praticamente sempre coltivato. realizzando diverse personali in quegli anni.»

Bruno di Marino, Nel teatrino del Perturbante

(rrb)

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