mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno David Grossman (25/01/1954)

 

 

«È come se la guerra si appropriasse della nostra vita intima, la confiscasse, la nazionalizzasse. E quando ce la fa è come se gli esseri umani si accartocciassero su se stessi dalla paura, dall’odio, dal sospetto e cercassero di vivere al minimo, perché se per un momento ti concedi il lusso di provare un sentimento, sarai sopraffatto dalla violenza della realtà. Io invece voglio mostrare il potere e la forza della vita, come l’immaginazione possa cambiare la storia, come sia possibile non sentirsi sempre impotenti, dopotutto, ma riuscire anche a superare la paura della guerra, la paura costante di perdere i tuoi figli.»

Intervista a David Grossman di Silvia Bergero il 04 Dicembre 2008

«Amore è il fatto che tu sei per me il coltello col quale frugo dentro me stesso.»

Che tu sia per me il coltello

 

«Scrivo storie d’amore perché sono così afflitto dalla realtà caotica che mi circonda da avere bisogno di crearmi attorno un mondo di affetti. E’ il mio modo di astrarmi dalla follia e dalla guerra. Scrivere diventa un rifugio dalla violenza e dalla morte che entra in ogni momento della mia vita. Sento il bisogno di parlare di quello che ci è stato tolto: la normalità, il senso della vita, i sentimenti. Le mie invenzioni diventano la mia realtà. Sono nello stesso tempo ebreo e palestinese, cane e bambino. Assumo tante identità senza mai rinunciare alla mia. In questi anni non ho scritto solo romanzi: ho preso parte a discussioni politiche, ho pubblicato articoli e saggi. Ma ho sempre saputo che le cose più importanti erano quelle che avevano a che fare con la parte più profonda di noi, con l’essenza della vita.»

Discorso di David Grossman in un liceo        

«… lui pure era stato un infante una volta, e aveva letto quel che aveva letto e allora nutriva per me una certa affezione, e chissà mai da allora cosa ha passato, e come l’hanno corrotto lì nella SS Führerschule, e certo è che uno non può divenire assassino e mantener sempre ancora ardente in cuor suo la face della gioia […] Ma qui, dentro di me, aveva preso a rodermi un tarlo: com’era possibile che dopo tutto quello che mi aveva fatto quell’Arciassassino Neigel, ecco solo una breve  ora me n’ero stato qui e già l’avevo scorto sotto il suo aspetto di bambino, già avevo iniziato a pensare che in errore ero stato per tutte quelle lune che avevo passato nel Campo, e mai mi era passato per la mente che anche Neigel avesse diritto a  appellarsi Uomo, e che avesse forse ancor lui una sposa e dei Figli, e ora mi stupivo molto al cospetto di simili riflessioni…»

Vedi alla voce: amore

 

Nota:
Autore di particolare rilievo nel novero degli scrittori israeliani contemporanei. Scrittore eclettico, capace di spaziare nel vasto mondo della letteratura dai racconti per bambini e ragazzi, a saggi e romanzi. A quest’ultima categoria appartiene “Vedi alla voce:Amore”, che sarebbe impossibile non citare a proposito dell’autore in questione. Con questo romanzo Grossman riesce a raccontare l’orrore della shoah tramite i racconti e la fantasia di un bambino, figlio di superstiti; la tecnica assolutamente innovativa è data da salti temporali e spaziali, variazioni di stile e personaggi surreali.

Autore tradotto in tutto il mondo, il suo nome è spesso accompagnato da polemiche di vario tipo dovute alle prese di posizione e alle dichiarazioni a proposito delle vicende di cui il suo Paese è quotidianamente e tristemente protagonista.

(fg)

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