giovedì , 14 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Curzio Malaparte (09/06/1898)

Scene da Il Cristo proibito (1951) di Curzio Malaparte

«Napoli è la più misteriosa città d’Europa, è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio, come Ninive, come Babilonia. È la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica. Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta. Non è una città: è un mondo. Il mondo antico, precristiano, rimasto intatto alla superficie del mondo moderno. Napoli è l’altra Europa. Che, ripeto, la ragione cartesiana non può penetrare.»

La Pelle

«Appena il Duce era apparso sullo schermo, tutto il pubblico s’era alzato in piedi battendo le mani: soltanto Mussolini, che non era abituato ad alzarsi in piedi in proprio onore, era rimasto tranquillamente a sedere. Un modesto piccolo borghese, si era alzato anche lui, e vedendo quel signore accanto rimaner seduto con tanta inutile imprudenza, gli toccò la spalla, si chinò al suo orecchio, e gli disse: – Scusi, signore, anch’io la penso come lei, ma è meglio alzarsi. Fra qualche tempo tutto il popolo tedesco la penserà come quel piccolo borghese italiano nel cinema di Roma, e, come lui, si alzerà subito in piedi battendo le mani appena Hitler apparirà sullo schermo.»

Muss Ritratto di un dittatore

Nota

Curzio Malaparte si divise e divise come pochi. Scrittore e giornalista intramontabile fu fascista, anticlericale, poi ufficiale con gli alleati, comunista, e anche cattolico. Tuttavia Curzio Malaparte fu solamente ed esclusivamente Curzio Malaparte, visto che per una forma di narcisismo virulento non si sarebbe mai mischiato con nient’altro che se stesso. Genio narrativo seppe rendere la sua vita come un romanzo e viceversa. Ancora oggi i suoi racconti di guerra, raccolti in Kaputt o ne La Pelle, così come la storia della loro pubblicazione, sono avvolti nel limbo dell’inattendibilità storica. Ma non importa perché Malaparte ha saputo rendere gli orrori della guerra senza indulgere in bende sugli occhi, ma offrendo al contrario una realtà cruda e ammantata, ad ogni piè sospinto, da un insano senso di morte che si poggia sul mondo come un sudario.

(rrb)

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