martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Clifford Simak (03/08/1904)

«Era giovedì sera: avevo bevuto un po’ troppo, l’atrio era buio, e questa fu l’unica cosa che mi salvò. Se non mi fossi fermato sotto la luce del pianerottolo, davanti alla porta della mia camera, a tirar fuori le chiavi, sarei caduto nella trappola come un allocco.
Che fosse un giovedì sera non ha alcuna importanza, ma sono un giornalista, abituato, ogni volta che scrivo, a indicare sempre il giorno, l’ora, e ogni altro dettaglio.»

Incipit di Camminavano come noi

«Il telegramma lo raggiunse a Singapore: SERVE UOMO CAPACE GIRARE DIETRO ANGOLI STOP CORCORAN. E Boone partì con il primo volo.
Al varco doganale dell’aeroporto Kennedy trovò ad aspettarlo l’autista di Corcoran, che gli prese la valigia e gli tenne aperta la portiera della limousine. La strada era bagnata, ma aveva smesso di piovere. Boone si ac­comodò sul sedile, notò che era di cuoio, e seguitò a guardare i palazzi che sfrecciavano davanti al finestrino. Da quanto tempo mancava da Manhattan? si domandò. Dieci anni; forse più.»

Incipit de La strada dell’eternità

Nota

Autore statunitense è stato uno dei grandi nomi della cosiddetta “età d’oro della fantascienza” degli anni ’50. Poetico e cosmico continua ad essere uno degli scrittori di quegli anni più consono con i nostri tempi per l’afflato umanistico che accompagna le sue opere mentre tuonava la piena ed ingenua fede per l’esattezza della scienza.  

«Per il lettore, comunque, il fascino non risiede soltanto nell’aspetto razionale e utopico delle parabole simakiane, ma in quello inconscio. Nelle fantasie di uomini che sono diventati demiurghi (come possono esserlo gli scrittori: creano personaggi dal nulla, modificano la realtà, hanno accesso a fonti di sapere segrete), che vivono in un limbo inespugnabile, hanno il potere di fermare il corso del tempo o si sono estraniati dalle bassezze del mondo. In They Walked Like Men rivive il dissidio fra misantropia e lealtà verso il mondo, fra solitudine e amore per la vita che, nonostante tutto, costituisce il legato più sincero di Clifford D. Simak.»

Giuseppe Lippi, postfazione a Camminavano come noi

(rrb)

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