lunedì , 21 agosto 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Claudio Lolli (28/03/1950)

 

«Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot, dormo tutte le notti aspettando Godot.
Ho passato la vita ad aspettare Godot.

Nacqui un giorno di marzo o d’aprile non so, mia madre che mi allatta è un ricordo che ho, ma credo che già in quel giorno però invece di poppare io aspettassi Godot.
Nei prati verdi della mia infanzia, nei luoghi azzurri di cieli e aquiloni, nei giorni sereni che non rivedrò io stavo già aspettando Godot.

[…]Questa sera sono un vecchio di settant’anni, solo e malato in mezzo a una strada, dopo tanta vita più pazienza non ho, non posso più aspettare Godot.
Ma questa strada mi porta fortuna, c’è un pozzo laggiù che specchia la luna, è buio profondo e mi ci butterò, senza aspettare che arrivi Godot.
In pochi passi ci sono davanti, ho il viso sudato e le mani tremanti, e la prima volta che sto per agire, senza aspettare che arrivi Godot.
Ma l’abitudine di tutta una vita, ha fatto si che ancora una volta, per un momento io mi sia girato, a veder se per caso Godot era arrivato.
La morte mi ha preso le mani e la vita, l’oblio mi ha coperto di luce infinita, e ho capito che non si può, coprirsi le spalle aspettando Godot.»

Da Aspettando Godot, 1972

«Quanto amore, quanto amore che ho cercato.
Quante ore, quante ore che ho passato,
accanto a un termosifone per avere un poco di calore.
Quanto amore, quanto amore che ho cercato.
Quanti oggetti, quanti oggetti che ho rubato,
mentre nessuno vedeva, mentre, nessuno mi guardava.

Quanto amore, quanto amore che ho cercato.
Dietro i vetri gialli e sporchi di una stanza,
che aprono una città di ferro, senza voce, e senza una parola.
Quanto amore, quanto amore ho riversato.
Nelle cose più impensate e più banali,
facendo collezione di farfalle o di vecchi giornali.

Le persone che ho fermato per la strada,
sinceramente possono testimoniare,
quanto amore ho cercato, ieri, prima, di essermi impiccato,
ieri, prima di essermi impiccato.»

Da Quanto Amore,1972

«Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Non sopporti chi fa l’amore più di una volta alla settimana
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
sempre lì fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa

sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via.»

da Borghesia

«Noi, vagabondi per troppa passione e
per niente saggi,
siamo scesi davvero per sbaglio
a questa fermata,
due viaggiatori ed un solo bagaglio:
un silenzio di carta vetrata
in cui
dovevamo trovare qualcosa da dire,
parlare d’amore, parlare di noi,
assordati dal fiato del treno…»

da Tutte le lingue del mondo

Nota:

Nonostante oggi sia meno conosciuto rispetto a Fabrizio De Andrè o a Francesco Guccini, Claudio Lolli occupa un ruolo di primo piano nella storia del cantautorato italiano.

Scoperto proprio da Francesco Guccini in occasione di un concerto in un’osteria di Bologna, già nel suo album d’esordio, Aspettando Godot, Lolli rivela sì delle influenze da parte del cantautorato, tanto italiano quanto francese, ma riesce a far emergere alcune differenze che, nel corso della sua carriera, lo porteranno a distanziarsi sempre maggiormente dai suoi ispiratori, utilizzando melodie più vicine al jazz,arrangiamenti più folk, di cui è un’ottima testimonianza il remake registrato nel 2003 insieme al gruppo calabrese Il Parto delle Nuvole Pesanti del suo album più famoso: Ho visto anche degli zingari felici, e fugaci incursioni nel mondo del pop-rock d’autore, di cui sono esempio una canzone scritta per gli Stadio di Gaetano Curreri e la partecipazione a un album di Luca Carboni.

(lm)

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Un commento

  1. Altro compleanno che aspettavo. (Pur sempre scrivendo in ritardo)
    Ne aspetto giusto altri due o tre, in ambito musicale, per commentare ancora.
    Claudio Lolli…
    Beh, grande cantautore della tradizione “povera” italiana (se mi concedete questo aggettivo).
    Delle proprie idee politiche non fa mistero in molte delle sue canzoni, numerose sono le citazioni letterarie interessanti nelle sue opere (tanto per sottolinearne la cultura), come “Aspettando Godot” (Samuel Beckett), “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” (Cesare Pavese), “dalla parte del torto” (Bertold Brecht),ecc.
    Segnalo anche una collaborazione, sul finire degli anni ’80 con Stefano Benni, nel progettare l’album che uscirà, poi, nel 1990, come omonimo.
    Nella sua carriera ha dato sfoggio, oltre che di una discreta cultura, di una sensibilità non da poco espressa sia nella scelta delle tematiche che caratterizzano molti suoi pezzi, sia nelle modalità con cui le tematiche stesse vengono “musicate” (note e parole).
    Ha avuto sia alti che bassi, soprattutto dovuti alle diverse collaborazioni discografiche (non ha sempre inciso con la EMI) ma resta sempre un nome di spicco nella storia della musica cantautorale italiana, sebbene meno noto oggi, accanto a quelli di poeti come Faber, Guccini, De gregori ed altri.
    Vi saluto.

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