sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Charlotte Brontë (21/04/1816)

 

«Qualche volta ho nei suoi confronti una sensazione curiosa, specialmente quando mi è vicina, come ora. Mi sembra di avere una corda nella parte sinistra nel mio petto strettamente legata a una corda analoga nella parte corrispondente della sua personcina. E se mare e terra si frapporranno tra noi, tempo che quella congiunzione andrà spezzata, e ho la convinzione che comincerò a sanguinare dentro.. quanto a lei.. mi dimenticherà!»

Da Jane Eyre

«C’è grazia autentica nella disinvoltura di modi, e proprio questo sentì il vecchio Helstone quando una ragazza ben dritta e snella gli andò incontro, trattenendo con la mano sinistra il grembiulino di seta pieno di fiori, e, porgendogli la destra, disse affabilmente:

‘Sapevo che sareste venuto a trovarmi, anche se siete convinto che

Mr. Yorke abbia fatto di me una giacobina. Buongiorno.’

‘Ma noi non vi vogliamo giacobina,’ rispose Helstone. ‘No, Miss Shir1ey, non mi ruberanno il fiore della mia parrocchia: ora che siete tra noi, sarete mia allieva in politica e religione. Vi insegnerò solida dottrina su entrambe le questioni.’

‘Mrs. Pryor vi ha anticipato,’ replicò lei, volgendosi verso l’anziana siora. ‘Sapete, Mrs. Pryor è stata la mia governante ed è tuttora mia a.mica; e lei è la regina di tutti i Tories nobili e severi; ed è lei il capo di tutte le devote donne di chiesa. Sono stata ben istruita sia in teologia sia in storia; ve l’assicuro, Mr. Helstone.’

Il Rettore fece subito un profondo inchino a Mrs. Pryor, e si dichiarò obbligato nei suoi confronti. L’ex governante negò qualunque abilità nel dibattito sia politico sia religioso, spiegò che riteneva queste questioni poco idonee alla mente femminile, ma si dichiarò sostenitrice in linea generale dell’ordine e della lealtà, e, naturalmente, sinceramente legata alla Chiesa anglicana. Aggiunse di essere sempre ostile al cambiamento in qualunque circostanza; e chiuse la frase con qualcosa di appena perettibile riguardo all’estremo pericolo dell’essere troppo pronti ad adottare nuove idee.

Miss Keeldar la pensa come voi, spero, signora.’

‘La differenza d’età e la differenza di carattere determinano diversità

d’opinioni,’ fu la risposta. ‘Non ci si può certo aspettare che i giovani e gli impazienti abbiano le stesse idee delle persone di mezz’età e distaccate.’

‘Oh! oh! siamo indipendenti: pensiamo da noi!’ esclamò Mr. Helstone;

Siete una piccola giacobina… per quanto ne so, una piccola libera penatrice entusiasta.»

Da Shirley

«Caroline,’ chiese d’un tratto Miss Keeldar, ‘non vorresti avere una professione… un impiego?

Lo desidero cinquanta volte al giorno. Così come stanno le cose, mi chiedo spesso a che scopo son venuta al mondo. Desidero ardentemente avere un compito che mi assorba e obbligatorio a riempirmi la testa e mani, e ad occuparmi i pensieri.’

Può la fatica render felice un essere umano?’

‘No; ma può dare varietà al dolore e impedirci di spezzarci il cuore con un’unica tortura dominante e tirannica. Inoltre, la fatica coronata dal successo ha la sua ricompensa; una vita vuota, stanca, solitaria, senza speranza, non ne ha nessuna.’

Ma si dice che il lavoro duro e le professioni erudite rendano le donne mascoline, grossolane, non femminili.’

‘E che importa se le donne non maritate e quelle che non si mariteranno mai sono poco attraenti e ineleganti, o meno?… a patto che siano rispettabili, decorose e in ordine, basta e avanza. Il massimo che si dovrebbe chiedere alle vecchie zitelle, per quanto attiene le apparenze, è che non dovrebbero assolutamente offendere gli occhi degli uomini mentre passano loro accanto per strada; per il resto, si dovrebbe conentir loro, senza schernirle troppo, di essere assorte, serie, scialbe e adorne nel vestire quanto loro aggrada.’

Sembreresti quasi una vecchia zitella anche tu, Caroline, tanto parli con foga.’

Lo sarò: è il mio destino. Non sposerò mai un Malone o un Sykes qualunque… e nessun altro mi vorrà sposare.’»

Da Shirley

«L’amore più fedele

che abbia infiammato un cuore

spandeva in ogni vena

l’onda di un dolce ardore.

L’arrivo dell’amata era la mia speranza,

la sua partenza tutta la mia pena,

la paura che un giorno potesse ritardare

mi torturava, gelida catena.

L’essere amato com’io amavo lei

era il mio sogno più ardente e più vivo:

a nessun costo rinunciato avrei

a quell’irrinunciabile obiettivo.

Troppo vasto ed impervio era lo spazio

che ci faceva sempre più lontani,

irto di rischi come le onde immani

del grande Oceano -  questo era il mio strazio –

popolato da spiriti del male

come briganti nascosti nel folto:

Odio, Diritto, Potere, Dolore

a separarci, ed un timore stolto.

la fonte del pericolo sfidai,

gli ostacoli più ardui disprezzai.

Né prestai fede ai miei presentimenti

e trascurai minacce e ammonimenti

Nel cielo si levò il mio arcobaleno

ed un sogno radioso mi sommerse,

tanto splendeva agli occhi miei sereno

quel bel figlio del sole e della pioggia.

Ancora brilla sulle nubi scure

questa mia gioia dolce e luminosa,

poco mi turba la speranza uggiosa

d’altri dolori, di nuove sventure.

Non è più tempo di temere insidie,

anche se tutto ciò che ho debellato

ritornare potrebbe,e le perfidie

rinnovare più forti che in passato.

L’odio orgoglioso mi potrà colpire,

oppormi col Diritto alte barriere,

con sguardo irato il torbido Potere

eterna inimicizia proclamare.

Ma con nobile fede la mia amata

ha posto la sua mano nella mia;

ha giurato che in una sacra unione

eternamente a me sarà legata.

Col suggello d’un bacio l’ha giurato:

con me vive, con me morirà.

Ho dunque alfine la felicità:

da colei che io amo sono amato»

Canto di Rochester a Jane Eyre

«Mia cara, mai conoscerai il dolore,

lo spasimo dell’intima agonia

che distrugge impietoso il nostro cuore

questo conforterà l’anima sazia

di tormento e d’acuta nostalgia

dall’infinita angoscia che la strazia?

Ti è risparmiata la notturna pena,

l’atroce verità che si rivela

alla mente costretta a ridestarsj

quando una morsa il cuore ci incatena

finchè un sollievo qualsivoglia anela

come ad un surrogato di catarsi.

Non sai la pena di giacere immota

guardando avanti con l’avida vista

sul deserto di un’esistenza vuota.

‘Sempre più stanca, abbandonata e mesta,

come continuerò quest’ardua ascesa,

che sempre più mi logora e mi pesa?’

Poichè ti è risparmiato questo male,

riaverti qui noi non desideriamo;

più a lungo vivi, più pena t’assale.

Signore, aiuta noi che vivi siamo,

concedici il riposo e il bene estremo

quando alla nostra meta giungeremo!»

In morte di Emily Jane Brontë

 

«Scarsa è per me la gioia nella vita

e così la paura della morte;

l’ora estrema ho vissuto della sola

al cui posto avrei scelto di morire.

Vegliando muta il debole respiro

e sperando che ognuno fosse l’ultimo,

aspettavo che l’ombra della morte

si posasse su quelle amate forme.

Fu una nube, un silenzio a separarmi

da colei che più amai nella mia vita

ma devo ringraziare Dio di cuore,

e ringraziarlo bene, con fervore;

pur sapendo che, perso il mio conforto,

la speranza d’intera un’esistenza,

l’anima scossa e ottenebrata resta,

affronterò da sola la tempesta.»

In morte di Anne Brontë

Nota:

Per quanto oggi il cognome Brontë sia quasi sempre associato ad Emily ed al suo romanzo Cime Tempestose, è interessante ricordare che nell’Ottocento l’unica delle sorelle Brontë a riscuotere un qualche successo tra critica e pubblico fu Charlotte, sorella maggiore di Anne e della suddetta Emily. I motivi del suo successo a discapito delle opere delle sorelle va ricercato probabilmente nel suo essere più conforme ai gusti letterari del tempo; in questa sorta di adesione ai canoni della Victorian Age non deve però essere vista come una incapacità di produrre opere originali o interessanti: non bisogna infatti dimenticare che le opere di Anne ed Emily furono pubblicate proprio grazie a Charlotte nello sfortunato volume “Poems of Acton,Currer and Allis Bell”.

La stessa Charlotte, che inizialmente aveva criticato la a volte eccessiva eccentricità degli scritti delle sorelle, alla morte di queste si farà promotrice della rivalutazione dei loro scritti.

(lm)

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