martedì , 12 dicembre 2017
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Buon Compleanno Charles Darwin (12/02/1809)

«Gli individui di ciascuna specie, che nascono, sono molto più numerosi di quanti ne possano sopravvivere e quindi la lotta per l’esistenza si ripete di frequente. Ne consegue che qualsiasi vivente, che sia variato sia pure di poco, ma in un senso a lui favorevole nell’ambito delle condizioni di vita, che a loro volta sono complesse ed alquanto variabili, avrà maggiori possibilità di sopravvivere e, quindi, sarà selezionato naturalmente. In virtù del possente principio dell’ereditarietà, ciascuna varietà, selezionata in via naturale, tenderà a perpetuare la sa nuova forma modificata.

[…] Vedremo allora come la selezione naturale provochi quasi inevitabilmente l’estinzione delle forme di vita meno perfette ed induca quella che ho definito divergenza dei caratteri.»

«Dopo aver profondamente meditato e giudicando con tutta l’imparzialità di cui sono capace, non ho più dubbi sul fatto che l’opinione sostenuta da molti naturalisti e che, in passato, anch’io ritenevo valida, non sia errata. Mi riferisco all’idea che ciascuna specie sia stata creata indipendentemente. Sono profondamente convinto che le specie non sono immutabili, ma che le specie, che fanno parte di un cosiddetto genere, discendono da qualche altra specie, per lo più estinta, così come le varietà di una specie discendono da quest’ultima. Inoltre sono convinto che la selezione naturale è stata la causa principale, ma non l’unica, delle modificazioni.»

Da L’origine delle specie (Introduzione), Charles Darwin

«L’uomo seleziona solo a proprio beneficio; la natura a beneficio dell’essere che accudisce. Ogni carattere selezionato viene sfruttato a fondo e l’essere si viene a trovare nelle migliori condizioni di vita. L’uomo alleva nello stesso paese i nativi di molti climi e di rado sfrutta un qualunque carattere già selezionato in qualche maniera particolare e confacente. […] Spesse volte comincia una selezione partendo da qualche forma semimostruosa o, quanto meno, da qualche modificazione abbastanza appariscente da captarne l’attenzione o che semplicemente gli torni utile. In natura la più lieve differenza di struttura o di costituzione può benissimo alterare il ben congegnato equilibrio della bilancia della lotta per la vita e, quindi, perpetuarsi. Come sono fugaci i desideri e gli sforzi dell’uomo! Quanto è breve il suo tempo! E, quindi, quanto saranno meschini i suoi prodotti a confronto di quelli accumulati dalla natura nel corso di interi periodi geologici! […]

«Si può dire che la selezione naturale scruta di giorno in giorno, di ora in ora, in tutto il mondo,qualsiasi variazione, anche la più leggera, rifiutando quel che è cattivo e conservando ed accumulando quel che è buono; lavorando silenziosamente e insensibilmente, tutte le volte ed ovunque se ne dia l’occasione, al perfezionamento di ciascun essere vivente in rapporto alle sue condizioni di vita organiche ed inorganiche. Noi non possiamo affatto notare lo sviluppo di questi leggeri cambiamenti, prima che la lancetta  del tempo abbia segnato il trascorrere di intere ore; ed anche allora la nostra capacità di osservare le lunghe ere geologiche del passato è talmente imperfetta, che ci accorgiamo soltanto che, attualmente, le forme di vita sono diverse da quelle che erano un tempo.»

Da L’origine delle specie (La selezione naturale), Charles Darwin

«Non cercherò di definire l’istinto. Sarebbe facile dimostrare che questo termine abbraccia parecchie attività psichiche distinte. Però chiunque comprende ciò che si intende quando si dice che l’istinto obbliga il cuculo a migrare ed a deporre le uova nei nidi di altri uccelli. Si suole definire istintiva un’azione, che a noi richiederebbe una certa esperienza, mentre viene compiuta senza alcuna esperienza da un animale, soprattutto molto giovane e privo di esperienza, oppure viene compiuta nella stessa maniera da molti individui, senza sapere quale ne è lo scopo.»

«L’adagio “Natura no facit saltum” è tanto valido per gli istinti quanto lo è per gli organi corporei. Talvolta i mutamenti di istinto possono essere agevolati dalla stessa specie che, in diversi periodi della via, o in diverse stagioni dell’anno, o quando venga a trovarsi in condizioni differenti, ecc., può avere istinti diversi. In tal caso l’uno e l’altro istinto potrebbe essere preservato dalla selezione naturale. Si può dimostrare che i natura si verificano questi casi di diversità degli istinti nella stessa specie.»

Da L’origine delle specie (Istinto), Charles Darwin

«È interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l’una dall’altra, e dipendenti l’una dall’altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. Queste leggi, prese nel loro più ampio significato, sono la legge dell’accrescimento con riproduzione; l’eredità che è quasi implicita nella riproduzione; la variabilità per l’azione diretta e indiretta delle condizioni di vita, e dell’uso e non uso; il ritmo di accrescimento così elevato da condurre a una lotta per l’esistenza, e conseguentemente alla selezione naturale, che comporta la divergenza dei caratteri e l’estinzione delle forme meno perfette. Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano a evolversi.»

Da L’origine delle specie (Ricapitolazione e conclusione), Charles Darwin

Nota:

Degli scienziati moderni Charles Robert Darwin è forse quello che ha dato il contributo più significativo alla scienza contemporanea – basti solo tenere a mente che la teoria evoluzionistica è oggi alla base degli studi sulla vita. La sua teoria dell’evoluzione non ha avuto riscontro solo nel mondo scientifico, ma ha stravolto completamente le coscienze, la società e la cultura di metà Ottocento. Sebbene, infatti, lo scienziato e studioso inglese non abbia mai negato l’esistenza di un Dio, le sue teorie mettevano fortemente in discussione, se non addirittura negavano, la visione cristiana della creazione divina del mondo, il che, chiaramente, si mostrava pesantemente in contrasto con la mentalità puritana dell’era vittoriana.

(fg)

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Un commento

  1. Corrisponde a una violenza sulla storia del pensiero il desiderio di certe scuole nordamericane di ripristinare l’insegnamento esclusivo del creazionismo annullando – peggio: cancellando dalla storia – un momento fondamentale della rivoluzione scientifica e, quindi, umana.

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