lunedì , 23 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Cesare Beccaria (15/03/1738)

‹‹Parmi un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio. ››

‹‹L’intensione della pena di schiavitù perpetua sostituita alla pena di morte ha ciò che basta per rimuovere qualunque animo determinato.››

‹‹La morte di un cittadino non può credersi necessaria che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza che interessi la sicurezza della nazione quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. [...] io non veggo necessità alcuna di distruggere un cittadino, se non quando la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere gli altri del commettere delitti, secondo motivo per cui può credersi giusta e necessaria la pena di morte. ››

 

 

‹‹Tre sono le sorgenti delle quali derivano i principii morali e politici regolatori degli uomini. La rivelazione, la legge naturale, le convenzioni fattizie della società. Non vi è paragone tra la prima e le altre per rapporto al principale di lei fine; ma si assomigliano in questo, che conducono tutte tre alla felicità di questa vita mortale.››

‹‹La giustizia divina e la giustizia naturale sono per essenza loro immutabili e costanti, perché la relazione fra due medesimi oggetti è sempre la medesima; ma la giustizia umana, o sia politica, non essendo che una relazione fra l’azione e lo stato vario della società, può variare a misura che diventa necessaria o utile alla società quell’azione, né ben si discerne se non da chi analizzi i complicati e mutabilissimi rapporti delle civili combinazioni. Sí tosto che questi principii essenzialmente distinti vengano confusi, non v’è piú speranza di ragionar bene nelle materie pubbliche. ››

‹‹Non solamente è interesse comune che non si commettano delitti, ma che siano piú rari a proporzione del male che arrecano alla società. Dunque piú forti debbono essere gli ostacoli che risospingono gli uomini dai delitti a misura che sono contrari al ben pubblico, ed a misura delle spinte che gli portano ai delitti. Dunque vi deve essere una proporzione fra i delitti e le pene.››

Dei delitti e delle pene

Nota:

Uno dei maggiori esponenti dell’Illuminismo italiano, Cesare Beccaria, fu intellettuale, filosofo, giurista ed economista. La sua opera maggiore è Dei delitti e della pene. Qui Beccaria critica la pena di morte alla quale, secondo l’autore, si dovrebbe ricorrere solo nel caso in cui si tema per la sopravvivenza dello stato e fa una distinzione fra colpa (da intendersi in senso etico, religioso) e reato (come violazione del diritto positivo). Per Beccaria, inoltre, è fondamentale l’utilità della pena, il cui compito è, appunto, quello di educare l’individuo che ha commesso un reato a non ripetere il medesimo atteggiamento. La pena dev’essere proporzionata al reato posto in azione e deve esprimersi maggiormente in durata piuttosto che in intensità; la pena di morte e la tortura non portano a niente, se non al compatimento del colpevole da parte di chi assiste e tale pena.

(fg)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com