sabato , 21 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Carlo Magno (02/04/782)

 

 «Re Carlo, il nostro grande imperatore,
sette anni interi è rimasto in Spagna:
fino al mare conquistò quell’altra terra.
Non v’è castello che davanti a lui rimanga in piedi;
non v’è rimasta né muraglia né città da distruggere,
tranne Saragozza, che è su un’altura.»

Chanson de Roland, Turoldo

 

«Il primo re di Francia, Dio lo fece, per suo ordine,
incoronare degnamente dai suoi angeli giubilanti,
poi gli ordinò di essere il suo servo sulla terra,
di mantenere diritto e giustizia e di mettere davanti a tutto la legge.
Dopo di lui, molti mantennero questo comandamento:
Anseys e Pipino furono conquistatori,
e Carlomagno d’Ais che Dio amò moltissimo.»

 Chanson des Saisnes, Jean Bodel

 

«A sette leghe di distanza il nobile Carlo lo sentì;
disse l’imperatore “Sento che Rolando suona il corno”.
“Sire,” disse Gano “io sento il tuono nel cielo”.
Rolando suona un’altra volta il corno
Altrettanto forte come aveva fatto prima,
facendo esplodere l’avorio sulla parte anteriore del corno.
Carlo lo sentì, e anche Nano di Baviera.[…] Giunto di fronte al corpo di Rolando, Carlo disse:
“Bel nipote, io vi ebbi con il mio grande peccato
Da mia sorella, per colpa mia,
e sono tuo padre, e tuo zio nello stesso momento,
e voi, Signore caro, siete mio nipote e mio figlio”» 

Ronsavals, anonimo

 

«La notte è chiara e splende la luna.
Carlo è sdraiato, ma è in pena per Rolando,
e soffre molto per Oliviero,
per l’esercito di Francia e per le dodici truppe,
a Roncisvalle, li ha lasciati morti sanguinanti;
non riesce a smettere di piangere e di lamentarsi
e prega Dio che sia gentile con le loro anime.
Il re è triste, perché la pena è grande.
Si è addormentato, non ne può più.
Dappertutto, i Franchi dormono.
Non c’è alcun cavallo che riesca a reggersi in piedi;
chi vuole erba, la prende coricato.
Capisce molto, colui che conosce la fatica.

 Carlo dorme come un uomo tormentato.
Dio gli ha inviato l’angelo Gabriele
per mettere in guardia l’imperatore.

L’angelo resta tutta la notte a fare la guardia.
Attraverso un sogno, gli ha annunciato
Una battaglia che presto avverrà contro di lui.
Gli mostra dei presagi negativi.
Carlo guarda in alto verso il cielo,
vede i venti, i geli, le nebbie,
e le tormente, le tempeste impetuose,
e i fuochi e le fiamme che presto si alzeranno:
subito balza su tutta l’armata.
[…] vede i suoi cavalieri in preda ad un grande dolore.
[…] e i francesi gridano: “Carlo, aiutaci!”
Il re se ne addolora e prova pietà;
vorrebbe andare da loro, ma qualcosa glielo impedisce:
vicino ad un bosco, un grande leone si avvicina a lui,
un leone orgoglioso, terribile e pauroso,
che attacca e cerca Carlo Magno;
entrambi iniziano la lotta,
ma il re non sa chi trionferà e chi soccomberà.
L’imperatore non si è ancora svegliato.»

 La chanson de Roland, Turoldo

 

Traduzione a cura di Asterischi (mc)

Nota:

Protagonista indiscusso della “Chanson de geste” francese, Charlemagne, traduzione in lingua d’oc di Carlo Magno, è il personaggio storico più celebre nelle pagine dei libri di storia medievale. Salito giovanissimo al trono di Francia, grazie ad una serie di fortunate campagne militari e all’ingegnoso accordo con la Chiesa, si aggiudica il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero, incoronato da Papa Leone III la notte di Natale dell’800. Una carriera  splendida che non poteva non affascinare i menestrelli medievali del tempo che hanno creato attorno alla figura di quest’uomo, un personaggio mitico, reso ancor più umano e celebre nell’epica romanza. Il cristiano ideale, sempre aiutato da Dio, impegnato nella lotta secolare contro i Saraceni pagani. Attorno a lui, una stirpe di cavalieri fortunati e sfortunati, ma tutti servi fedeli (o quasi) del grande Carlo.

(mc)

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