domenica , 24 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Carlo Collodi (24/11/1826)

 

«- C’era una volta…

- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.

- No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome Mastr’Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.

«- C’era una volta…

- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.

- No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome Mastr’Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.

 

Appena maestro Ciliegia ebbe visto quel pezzo di legno, si rallegrò tutto; e dandosi una fregatina di mani per la contentezza, borbottò a mezza voce:

-Questo legno è capitato a tempo; voglio servirmene per fare una gamba di tavolino. -

Detto fatto, prese subito l’ascia arrotata per cominciare a levargli la scorza e a digrossarlo; ma quando fu lí per lasciare andare la prima asciata, rimase col braccio sospeso in aria, perché sentí una vocina sottile sottile, che disse raccomandandosi:

- Non mi picchiar tanto forte! -

Figuratevi come rimase quel buon vecchio di maestro Ciliegia! » 

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cap. I

«Ora bisogna sapere che Pinocchio, fra i suoi amici e compagni di scuola, ne aveva uno prediletto e carissimo, il quale si chiamava di nome Romeo: ma tutti lo chiamavano col soprannome di Lucignolo, per via del suo personalino asciutto, secco e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte.

Lucignolo era il ragazzo piú svogliato e piú birichino di tutta la scuola: ma Pinocchio gli voleva un bran bene. Difatti andò subito a cercarlo a casa, per invitarlo alla colazione, e non lo trovò: tornò una seconda volta, e Lucignolo non c’era: tornò una terza volta, e fece la strada invano.

Dove poterlo ripescare? Cerca di qua, cerca di là, finalmente lo vide nascosto sotto il portico di una casa di contadini.

- Che cosa fai costí? – gli domandò Pinocchio, avvicinandosi.

- Aspetto [di] partire…

- Dove vai?

- Lontano, lontano, lontano!

- E io che son venuto a cercarti a casa tre volte!…

- Che cosa volevi da me?

- Non sai il grande avvenimento? Non sai la fortuna che mi è toccata?

- Quale?

- Domani finisco di essere un burattino e divento un ragazzo come te, e come tutti gli altri.

- Buon pro ti faccia.

- Domani, dunque, ti aspetto a colazione a casa mia.

- Ma se ti dico che parto questa sera.

- A che ora?

- Fra poco.

- E dove vai?

- Vado ad abitare in un paese… che è il piú bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!…

- E come si chiama?

- Si chiama il “Paese dei balocchi”. Perché non vieni anche tu? »

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, cap. XXX

«Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni! »

Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino

«Il libro di Carlo Collodi, si può leggere in tanti modi. Intanto, è un libro pedagogico che segue la moda dei tempi, che voleva per i bambini “favole morali”; però vi spira un’aria strana un po’ anarchica, un po’ arrabbiata, che non consente anche il ribaltamento. Secondo me è un capolavoro.»

Luigi Comencini

Nota:

Il più celebre romanzo per l’infanzia dello scrittore e giornalista italiano, Carlo Collodi, al secolo Carlo Lorenzini, sembra non aver subito il peso degli anni. A più di un secolo di distanza, infatti, Le avventure di Pinocchio, resta ancora  una delle pietre miliari della letteratura per ragazzi.

Prete mancato, Collodi contribuì alla diffusione del genere letterario dedicato ai più piccoli anche con numerose pubblicazioni in uno dei primi giornali per ragazzi.

(fg)

Informazioni su asterischi

asterischi

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.Campi obbligatori *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

shared on wplocker.com