lunedì , 21 agosto 2017
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Buon Compleanno Björk (21/11/1965)

“Per me cantare è sempre stato qualcosa di puro, il mio modo di dialogare con le cose. Mi è sempre piaciuto cantare nel vento, sotto la pioggia, in una tormenta di neve, su un torrente di lava… Io contro gli elementi”

Nota:
Folletto, principessa dei ghiacci, elfo, cartone animato, eroina da videogioco, sono alcuni tra gli appellativi che sono stati affibbiati a Bjork (“betulla”, in islandese). A undici anni già compone il suo primo album di canzoni pop demenziali che in Islanda vende settemila copie, diventando “Disco di platino”. Poi la militanza precoce in una serie di gruppi punk: a 13 anni suona negli Exodus, a 14 nei Tappi Tikarrass, a 18 nei Kukl; quindi, nel 1987, fonda i Sugarcubes insieme a Thòr Eldon (suo ex-marito e padre del figlio Sindri), poi Gling-Glo, una raccolta di classici islandesi, e nel 1993 finalmente arriva Debut e il successo internazionale. Con Debut Bjork riesce a coniare un nuovo linguaggio pop-elettronico alternativo che presto appassiona milioni di ascoltatori in tutto il mondo. Techno, dance, pop, trip-hop, house, punk, industrial, funk, soul-jazz, musica etnica, rock elettronico; Bjork è la perfetta fusione di una miriadi di generi e grazie a ciò raccoglie un pubblico sempre più vasto di fans. Gli album Post (1995) e Homogenic (1997) la consacrano regina dell’elettronica pop e nel 2000 Lars Von Trier la sceglie come attrice protagonista e compositrice della colonna sonora per il suo film “Dancer In The Dark”. La sua interpretazione di Selma in una favola nera (cui è andato anche il premio per il miglior film) a metà tra musical e melodramma che fa a pezzi il “sogno americano” ha stregato i giurati del Festival di Cannes che gli hanno dato la palma d’oro come miglior attrice. Il film mostra un’artista versatile in grado di cantare e recitare in modo superbo ed è l’ennesima consacrazione di quella che ormai è un mito.
Ma non c’è un futuro da attrice per Bjork: “La mia unica ambizione – spiega – è la musica. Solo nel mio studio di registrazione mi sento nel mio mondo, vivo i miei sogni, canto e sono me stessa”. Gli album solisti che usciranno sotto il suo nome non raggiungeranno più le vette dei primi lavori che l’hanno resa famosa; resta tuttavia la bellezza di una voce stupenda che sembra portata dai gelidi venti nordici impiantata su dei profondi e cupi bit elettronici. La musica di Bjok è tanto innovativa quanto ammaliante, un mix perfetto di bellezza e tecnologia. Sfuggente a qualsiasi classificazione, la miscela di battiti oscuri e tastiere elettroniche, campionature e sinfonie d’archi su cui si innesta una voce unica, capace di passare da urla sfrenate e rantoli agonizzanti a gorgheggi sensuali stile Broadway, è il prodotto di quella che unanimemente è stata riconosciuta come una delle migliori artiste contemporanee.

(rv)

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