martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Bertolt Brecht (10/02/1898)

« Tempi brutti per la poesia

Sì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.
 
L'albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.
 
Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
 
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.
 
Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.
 
In me si combattono
L'entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell'imbianchino.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania. »

 

« Se durassimo in eterno

Se durassimo in eterno
Tutto cambierebbe
Dato che siamo mortali
Molto rimane come prima. »

 

« La guerra che verrà

La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente
egualmente. »

« Mio fratello aviatore

Avevo un fratello aviatore.
Un giorno, la cartolina.
Fece i bagagli, e via,
lungo la rotta del sud.

Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno
di spazio; e prendersi terre su terre,
da noi, è un vecchio sogno.

E lo spazio che s’è conquistato
è sui monti del Guadarrama.
È di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondità. »

« Lo spettatore del teatro drammatico dice: “Sì, anch’io mi sono sentito così”, “Anch’io sono così”, “È naturale”, “Sarà sempre così”, “Il dolore di quest’uomo mi commuove, per lui non c’è alcuna via d’uscita”, “Questa è vera Arte: è tutto così ovvio”, “Piango insieme a colui che piange, rido insieme a colui che ride”.

Lo spettatore del teatro epico dice: “A questo non avevo pensato”, “Non si dovrebbe fare così”, “È assolutamente evidente, quasi da non credere”, “Tutto ciò deve finire”, “Il dolore di quest’uomo mi commuove perché per lui potrebbe esserci una via d’uscita”, “Questa è vera Arte: nulla è ovvio”, “Rido di colui che piange, piango di colui che ride”. »

      ( da Über eine nichtaristotelische Dramatik, 1940. Citazione tradotta da mm )

« GALILEO : Statemi a sentire: chi non conosce la verità è soltanto uno sciocco; ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un malfattore! » (scena IX)

« GALILEO : Una delle principali cause della miseria delle scienze sta, molto spesso, nella loro presunzione di essere ricche. Scopo della scienza non è tanto quello di aprire la porta all’infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all’infinita ignoranza. » (scena IX)

« GALILEO : Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che è un prodotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. […]

Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. […]

Se io avessi resistito, i naturalisti avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a ciò che per i medici è il giuramento d’Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell’umanità. Così stando le cose, il massimo in cui si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo. » (scena XIV)

            ( da Vita di Galileo, 1955 )  

NOTA

Creatore del teatro epico, Bertolt Brecht visse sulla sua stessa pelle quel Verfremdungseffekt (effetto di straniamento) da cui trae forza la sua produzione drammaturgica.

Esiliato nel 1933 dalla Germania per accusa di tradimento, Brecht restò per 15 anni lontano dalla patria vivendo in Francia, Inghilterra, Olanda, Austria, Danimarca, Svezia, Finlandia e Stati Uniti. Qui fu l’accusa di spionaggio filosovietico e spingerlo a tornare a Berlino Est; ironia della sorte, però, anche nella Repubblica Democratica ebbe non pochi problemi con il Partito Unico a causa del suo impegno teatrale.

Più che schierarsi con una ideologia, infatti, Brecht ha sempre messo la sua arte al servizio della lotta contro l’ignoranza e contro la guerra, contrò la falsità e contro i pregiudizi, contro l’abuso del potere a favore di una umanità riformata e consapevolmente impegnata.

 

 

(mm)

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Un commento

  1. grande bertolt

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