sabato , 25 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Bernard Fontenelle (11/02/1657)

 

«Assicuriamoci bene del fatto, prima di farci intimorire dalle cause. È vero che questo metodo è lento per la maggior parte della gente che corrono direttamente alla causa, e passano al di sopra della verità del fatto; ma, infine, eviteremo il ridicolo di avere trovato la causa di ciò che non è.

Questa sfortuna capitò così facilmente verso la fine del secolo scorso a qualche intellettuale di Germania, di cui non posso impedirmi di parlare.

Nel 1593, si diceva che ad un bambino di sei o sette anni, al quale erano caduti i denti da latte, gliene fosse cresciuto uno d’oro al posto dei vecchi. Horstius, professore di medicina all’università di Helmstadt, scrisse nel 1595 la storia di questo dente, e pretese che fosse in parte naturale, in parte miracolosa, e che questa fosse stata mandata da Dio a questo bambino, per consolare i cristiani afflitti dai Turchi. Figuratevi che consolazione, e quanto importava ai cristiani e ai turchi di questo dente! Nello stesso anno, per non fare dimenticare questo dente d’oro, Rollandus ne scrisse la storia. Due anni dopo, Ingolsteterus, altro intellettuale, scrisse contro il sentimento che Rollandus aveva del dente d’oro, e Rullandus fece ben presto une bella e dotta replica. Un altro grande uomo, chiamato Libavius, raccoglie tutto quello che era stato detto sul dente, e aggiunge il suo sentimento particolare. Non mancavo altro, dopo tutte queste opere, se non accertare che il dente fosse realmente d’oro. Quando un orafo l’ebbe esaminato, capì che si trattava di un foglio d’oro applicato al dente, con molta colla; ma si cominciò con i libri e poi, si consultò l’orafo.

Niente è più naturale di seguire quest’ordine in tutte le materie. Non sono così convinto della nostra ignoranza per le cose che sono, e di cui la ragione ci è sconosciuta, che per quelle che non sono, e di cui troviamo la ragione. Questo vuol dire, non solo che non abbiamo i principi che conducono al vero, ma che ne abbiamo altri che ci spingono verso il falso. »

L’histoire des oracles

«Assicuriamoci bene del fatto, prima di farci intimorire dalle cause. È vero che questo metodo è lento per la maggior parte della gente che corrono direttamente alla causa, e passano al di sopra della verità del fatto; ma, infine, eviteremo il ridicolo di avere trovato la causa di ciò che non è.

Questa sfortuna capitò così facilmente verso la fine del secolo scorso a qualche intellettuale di Germania, di cui non posso impedirmi di parlare.

Nel 1593, si diceva che ad un bambino di sei o sette anni, al quale erano caduti i denti da latte, gliene fosse cresciuto uno d’oro al posto dei vecchi. Horstius, professore di medicina all’università di Helmstadt, scrisse nel 1595 la storia di questo dente, e pretese che fosse in parte naturale, in parte miracolosa, e che questa fosse stata mandata da Dio a questo bambino, per consolare i cristiani afflitti dai Turchi. Figuratevi che consolazione, e quanto importava ai cristiani e ai turchi di questo dente! Nello stesso anno, per non fare dimenticare questo dente d’oro, Rollandus ne scrisse la storia. Due anni dopo, Ingolsteterus, altro intellettuale, scrisse contro il sentimento che Rollandus aveva del dente d’oro, e Rullandus fece ben presto une bella e dotta replica. Un altro grande uomo, chiamato Libavius, raccoglie tutto quello che era stato detto sul dente, e aggiunge il suo sentimento particolare. Non mancavo altro, dopo tutte queste opere, se non accertare che il dente fosse realmente d’oro. Quando un orafo l’ebbe esaminato, capì che si trattava di un foglio d’oro applicato al dente, con molta colla; ma si cominciò con i libri e poi, si consultò l’orafo.

Niente è più naturale di seguire quest’ordine in tutte le materie. Non sono così convinto della nostra ignoranza per le cose che sono, e di cui la ragione ci è sconosciuta, che per quelle che non sono, e di cui troviamo la ragione. Questo vuol dire, non solo che non abbiamo i principi che conducono al vero, ma che ne abbiamo altri che ci spingono verso il falso. »

L’histoire des oracles

 

«Scommetto che, contro tutte le ragioni, ci potrà essere un giorno in cui la Luna e la Terra si metteranno in relazione. Immedesimatevi nello stato d’animo in cui era l’America ancora prima di essere scoperta da Cristoforo Colombo. I suoi abitanti vivevano nell’ignoranza estrema. Lungi dal conoscere le scienze, non conoscevano nemmeno le arti più semplici. Camminavano nudi, non avevano armi all’infuori dell’arco; non concepivano che l’uomo potesse essere trasportato dagli animali. Tuttavia, ecco un bel giorno, lo spettacolo più strano e più inatteso che gli si potesse presentare. Corpi enormi che sembravano avere ali bianche, che volano sul mare, che sputano fuoco da tutte le parti, che gettano sulla riva genti sconosciute, tutte ricoperte di ferro. Da dove sono venuti? Chi li ha condotti attraverso il mare? Chi ha dato loro il fuoco? Sono figli del sole? Perché sicuramente non sono affatto degli uomini. Non so, mia Signora, se riuscite davvero ad entrare nello spirito sorpreso degli Americani. Dopo questo, non voglio più giurare che non ci possa essere un giorno una relazione tra la luna e la terra. È vero che bisognerebbe attraversare questo grande spazio di aria e di cielo che separa la terra e la luna. Ma gli infiniti oceani non sembravano così difficili da attraversare allo stesso modo? […] e poi, permettiamo che ci sia ancora qualcosa da fare per i secoli a venire. »

La pluralité des mondes

Traduzione a cura di Asterischi (mc)

Nota:

Quasi centenario, Bernard le Bovier de Fontenelle, visse a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, nonostante fosse di salute cagionevole. Figura importante nell’ambito del preilluminismo, diventa, insieme a Bayle il precursore del razionalismo francese di matrice filosofica. Uomo di grande notorietà, impiegò l’intera esistenza nella lotta per la verità, elemento comune a tutta la sua produzione letteraria.

(mc)

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