martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Banana Yoshimoto (24/07/1964)

 

 «Non è ai giovani giapponesi che manca qualcosa, ma agli adulti. Che scaricano il loro vissuto sui ragazzi: la perdita del lavoro, il cattivo rapporto che i genitori hanno tra loro, la rottura della famiglia. Solo l’apparenza ci comunica che si tratta di un disagio dei ragazzi ma non lo è.»

 «Sono new age e contro la guerra, contro tutte le guerre. Anzi d’ora in poi scriverò i miei romanzi per combattere quest’estrema violenza. Il primo sarà per i bambini, che sono le prime vittime della crudeltà del mondo d’oggi.»

dall’ intervista di Mimma De Petra per Il Secolo XIX (27/11/2001)

«Il sonno viene come l’avanzare della marea. Opporsi è impossibile. È un sonno così profondo che né lo squillo del telefono né il rumore delle auto che passano fuori mi arrivano all’orecchio. Nessun dolore, nessuna tristezza laggiù: solo il mondo del sonno dove precipito con un tonfo.»

da Sonno profondo

 «Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.»

«La separazione e la morte sono atroci. Però un amore che non sembri l’ultimo della vita, per una donna non è che un inutile passatempo.»

da Kitchen

«Eh sì, adesso sto provando quello che si sente quando muore una persona cara: avverto una tristezza e un’oppressione tali, che per assurdo il mondo mi sembra stranamente più bello, e mi sembra di non sapere più cosa fare. Il mio paese era carico del peso dei ricordi. All’improvviso me ne resi conto: la separazione, quella vera, ossia la fine definitiva del rapporto sentimentale con una persona, era qualcosa di più vicino alla morte della morte stessa.»

da L’abito di piume

« “No, voglio vedere,” dissi e aprii il coperchio del vaso. Ne uscì un oggetto incredibilmente puzzolente, avvolto in una specie di garza vecchia imbevuta di sangue. Pensai che la puzza che si sentiva in quella stanza aveva origine da lì. Una cosa leggera, un po’ appiccicosa, giallastra, “Ma questo… sembrerebbe un osso, un osso umano,” dissi. Guardai Hiroshi e vidi la sua espressione trasformarsi in stupore a una velocità impercettibile. Quando una persona è davvero stupita, spalanca gli occhi così lentamente?»

da Honeymoon

Nota:

Banana Yoshimoto è probabilmente tra le scrittrici giapponesi in attività la più celebre.

La totalità dei suoi lavori è imperniata sul Giappone, su Tokyo megalopoli, sui suoi abitanti e le loro pregne vicende di vita, sulle sue strade, i suoi cliché. Ciascun libro di Yoshimoto è una finestra sul Sol Levante: la scrittura è delicata, semplice, pervicacemente descrittiva, a tratti grondante di colore. Colpisce la vertiginosa estensione della catalessi del sonno in Sonno profondo, il senso della vita e dell’amicizia minacciati dalla malattia in Sly, ma anche l’attaccamento morboso al cibo nel primo romanzo Kitchen.

La maggioranza dei protagonisti di Banana Yoshimoto è fatta di ragazzi, quella gioventù giapponese schiacciata dal peso della post-modernità. I giovani di Yoshimoto vivono con insistenza i drammi dell’amore, la violenza dei concetti di vita e morte, l’aridità dell’esistenza, il disagio e la separazione; realtà che, se da un lato sono estremamente delicate e profonde, dalla carica emotiva considerevole, dall’altro sono sempre filtrate da quella patina opaca, quell’ovatta che è la mano della scrittrice.

(ct)

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