venerdì , 21 luglio 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Ayn Rand (02/02/1905)

Ayn_Rand

«Ero ingiusta con l’idea di collettivismo; non era questo che il collettivismo predica o intende, mi dissero; i collettivisti non vogliono dire o difendono tali cose; nessuno le difende. Indicherò soltanto lo slogan “produzione per l’utilizzo e non per il profitto”, che ora è accettato dalla gente come un luogo comune, ed un luogo comune che afferma una meta corretta e desiderabile.»

Anthem (traduzione a cura della redazione di Asterischi)

«Nessuno più doveva dipendere dai grandi agglomerati, non ci sarebbero state che piccole città e individualismo, come aveva letto nei libri di Ayn Rand. Sarebbe stata la fine del conformismo, della mentalità di massa e di simili brutture.»

Philip K. Dick, Cronache del Dopobomba

Nota:
Ayn Rand, pseudonimo di Alissa Rosenbaum, è stata una pensatrice statunitense. Scrisse diversi romanzi intorno alla metà degli anni ’30, Noi vivi (1936), Anthem (1938) e The Fountainhead (1943), e divenne in seguito anche saggista diffondendo la sua teoria etica, l’Oggettivismo, e le sue connotazioni economiche e politiche. Diversi autori di fantascienza ne restarono appassionati tra cui il famoso Robert Heinlein il quale ha sostanzialmente metabolizzato e diffuso buona parte delle componenti politiche della tradizione cui si allaccia a buon titolo la Rand. In altri, invece, l’effetto fu più mitigato come nella corrente meno intransigente di Philip Dick dove il discorso si fa più complesso ed esteso in quanto l’”egoismo razionale”, cioè ogni uomo è un fine in sé e non mezzo per i fini degli altri, insito nell’opera dell’autrice di origine russa, viene mitigato dalla impossibilità per l’uomo dickiano di sopravvivere a sé stesso in condizioni esclusivamente autonome. Pensare in comunità non è pensare al soddisfacimento prioritario dei propri bisogni, ma coinvolgere e condividere. Ed ecco che il pensiero della Rand torna in gioco proprio nel momento in cui ci si rende conto che aiutare gli altri membri della comunità non è un dovere morale né un sacrificio, ma l’assoluta consapevolezza che ci si trova a perseguire il proprio interesse razionale. In sostanza rifiutarsi di aiutare gli altri significherebbe condannare la comunità intera a scomparire, visto che esiste proprio sul principio del reciproco scambio. L’esistenza della comunità è il prezzo pagato dalla collaborazione individuale, perché, come appunto sostiene l’etica oggettivista della Rand, ciascuno deve essere libero dalle interferenze esterne. C’è tutto un percorso nella storia recente del pensiero filosofico americano che inizia da Thoreau e arriva alla Rand, termine ultimo di questo ragionamento, visto che sono entrambi considerati, al pari dei più contemporanei Nozizk, Herbert e Molinari, pensatori di riferimento per il pensiero anticollettivista e antistatalista. Pur non definendosi anarchici, in quanto non predicano la distruzione totale dello Stato, sarebbero ad ogni modo indicati come tali perché ne rifiutano l’essenza stessa del concetto di appartenenza.

(rrb)

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