martedì , 21 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Arrigo Boito (24/02/1842)

«Pei putti
Brutti;
E per le citte
Che non stan zitte
Intorno al fuoco,
Dirò la favola
Del cuoco
Trol.

Trol
Mariuol
E’ un fier colosso
Negro, alto, grosso,
Ha una figura
Che fa paura;
Tocca il soffitto
Quando sta ritto,
Sulla ventraia
Tien la mannaia…
Bimbi copritevi
 Sotto il lenzuol,
Che viene Trol.

Trol
Mariuol,
Ha doppie cuoia,
 E’ cuoco e boia;
Strozza i puttelli,
Cuoce i tortelli,
Dà vita e morte;
Ma le sue torte,
Pei santi Dei!
Non mangierei.
Bimbi copritevi
Sotto il lenzuol,
Che viene Trol.

“Trol mariol!” Grida il Duca, ed il gigante
Tutto chino e tremante
Riman senza far motto. “Il mio gobbetto”
(Segue il Re) “fe’ difetto,
Ruppe l’ago e non punse il menestriero.
Ora sotto il maniero
L’ho sentito trovare una romanza
A non so quale amanza.
Papiol fallò tre volte. Io non perdono;
Quel gobbetto ti dono”.»

Re Orso: fiaba – Leggenda Prima – 6. Trol

«La sala è lùgubre;
Dal negro tetto
Discende l’alba,
Che si riverbera
Sul freddo letto
Con luce scialba.

Chi dorme?… Un’etica
Defunta ieri
All’ospedale;
Tolta alla requie
Dei cimiteri,
E al funerale:

Tolta alla placida
Nenia del prete,
E al dormitorio;
Tolta alle gocciole
Roride e chete
Dell’aspersorio.

Delitto! e sanguina
Per piaga immonda
Il petto a quella!…
Ed era giovane!
Ed era bionda!
Ed era bella!

Con quel cadavere
(Steril connubio!
Sapienza insana!)
Tu accresci il numero
Di qualche dubio,
Scïenza umana!

Mentre urla il medico
La sua lezione
E cita ad hoc:
Vesalio, Ippocrate,
Harvey, Bacone,
Sprengel e Koch,

Io penso ai teneri
Casi passati
Su quella testa,
Ai sogni estatici
Invan sognati
Da quella mesta.

Penso agli eterei
Della speranza
Mille universi!
Finzion fuggevole
Più che una stanza
Di quattro versi.

Pur quella vergine
Senza sudario
Sperò, nell’ore
Più melanconiche
Come un santuario
Chiuse il suo cuore,

 Ed ora il clinico,
Che glielo svelle,
Grida ed esorta:
“Ecco le valvole,”
“Ecco le celle,”
 ”Ecco l’aòrta.”

Poi segue: “huic sanguinis
Circulationi…”
Ed io, travolto,
Ritorno a leggere
Le mie visioni
Sul bianco volto.

Scïenza, vattene
Co’ tuoi conforti!
Ridammi i mondi
Del sogno e l’anima!
Sia pace ai morti
E ai moribondi.

Perdona o pallida
Adolescente!
Fanciulla pia,
Dolce, purissima,
Fiore languente
Di poësia!

E mentre suscito
 Nel mio segreto
Quei sogni adorni,…
In quel cadavere
Si scopre un feto
Di trenta giorni.»

Lezione di anatomia – Da Il Libro dei Versi

Nota:

Arrigo Boito è stato un poeta, compositore e librettista italiano. Conosciuto ed apprezzato per i suoi numerosi libretti d’opera fu uno dei massimi esponenti della scapigliatura. Intellettuale raffinato e narratore piacevolmente oscuro riesce rendere l’orrido letterario attraverso un naturalismo crudo e senza ammennicoli di sorta. Deliziose le sue novelle così come  il poemetto Re Orso, fiaba nera per antonomasia che richiama alla mente tanta letteratura europea, E.T.A. Hoffmann in primis.

(rrb)

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Un commento

  1. Personaggio poco conosciuto, ma davvero interessante! E’ giusto dar spazio anche ad alcune personalità della nostra letteratura spesso lasciate un po’ in ombra!

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