sabato , 29 aprile 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Aphra Behn (10/07/1640)

aphra ben«A Silvia,

Lettera inserita in una custodia.

Mia adorata, sono nel prato dietro il bosco e attendo di sapere cosa mi ordini di fare; ho visto da poco passare Dorinda, la figlia di Dorillo, intenta a portare spontaneamente alla mia Driade un cesto di fiori che (come i loro vivaci compagni che spuntano in primavera), dai boschi prendono quel profumo che tanto rapisce i sensi. Come vedi, colgo ogni pretesto per dirti cose che ti ho già detto innumerevoli volte, e che finché avrò vita non mi stancherò di ripetere con la stessa gioia che provo ora. Amo Silvia, l’amo al punto di morire e impazzire per questo amore; sarò alla disperazione fino a quando non mi invierai quelle righe benedette che mi daranno licenza di venire da te.

E tuttavia devi credermi, mia incantevole fanciulla, potrei invecchiare qui dove mi trovo nell’attesa di quel momento felice, non importa per quanto tempo (dovrà pure accadere nell’arco della vita, anche se fino ad allora non crederò si possibile), eppur, ora che ne sono così vicino, mi sento sopraffatto dall’amore che tanto incalza il mio cuore verso lo straordinario incontro di questa notte che esso, povera vittima fremente, ne muore, schiacciato da una pressione così forte. Non voglio dire altro, tu sai che è vero e che sarò eternamente di Silvia».

Da Lettere d’amore tra un gentiluomo e sua sorella, Quattro Venti, Urbino, 1999.

Nota

Aphra Behn, commediografa prolifica e di successo dell’Inghilterra della seconda metà del ’600, è un’autrice spesso sottovalutata e poco conosciuta. È la scrittrice a cui, secondo alcuni critici, si deve il primo romanzo epistolare, Lettere d’amore tra un gentiluomo e sua sorella, risalente al 1684.

Se sia o no l’inventrice del genere del romanzo epistolare, è certamente una delle prime scrittrici professioniste a guadagnarsi da vivere con i suoi libri nel panorama letterario inglese. Secondo Virginia Woolf «Tutte le donne dovrebbero gettare fiori sulla tomba di Aphra Behn, perché è lei che ha conquistato loro il dirittodi far parlare le loro menti».

Fu, infatti, una delle prime, se non proprio la prima, a far sentire la propria voce in un contesto estremamente maschilista. Commediografa in un’epoca in cui il teatro era considerato immorale e prettamente maschile, firma senza pseudonimi maschili sia i copioni che i romanzi. L’introspezione è un elemento chiave delle sue opere, elemento di grande novità che conferisce ai rapporti umani descritti molta verosimiglianza.

Informazioni su Serena Giorgio Marrano

Serena Giorgio Marrano
Nasce a Napoli il 5 maggio 88. Serena, solo di nome, odia le mezze misure: le sue, nel bene o nel male, sono tutte grandi passioni. Ha una lista di libri e di buoni propositi infinita. Con la testa fra le nuvole rischia di essere a volte un tantino distratta, è molto curiosa e ama il mare.

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