martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Antonio Skármeta (07/11/1940)

 

«So bene che più di un impaziente lettore si starà chiedendo come un povero pazzo come me abbia potuto portare a termine questo libro, per breve che possa essere. Una spiegazione plausibile è che ci misi quattordici anni a scriverlo. Se si pensa poi che nello stesso periodo di tempo Vargas Llosa, per esempio, pubblicò  Conversazione nella ‘Catedral’, La zia Julia e lo scribacchino, Pantaleón e le visitatrici e La guerra della fine del mondo, questo è francamente un record del quale non posso inorgoglirmi.»

Dal prologo a Il postino di Neruda, traduzione di Paolo Collo.

«- Poeta e compagno, – disse deciso. – Lei mi ha messo in questo pasticcio e lei deve tirarmi fuori. Lei mi ha regalato i suoi libri, mi ha insegnato a usare la lingua per qualcosa che non sia soltanto appiccicare francobolli. È sua la colpa se io mi sono innamorato.

- Nossignore! Che io ti abbia regalato un paio di libri miei è una cosa, e un’altra, ben diversa, è che ti abbia autorizzato a usarli per plagio. E poi le hai regalato la poesia che avevo scritto per Matilde.

- La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa!.

- Questa bella frase democratica mi piace molto, ma non spingiamo la democrazia tanto oltre da mettere ai voti chi debba essere il padre all’interno della famiglia.»

Da Il postino di Neruda, traduzione di Andrea Donati.

«Fumarono tutti e due senza voglia e si scambiarono opinioni riguardo il flusso di turisti, convenendo che stavolta c’erano più brasiliani della passata stagione. In fin dei conti, un luogo comune che si ripeteva anno dopo anno.»

Da Borges e altre storie d’amore, Il dubbio.

 

Nota:

Noi italiani abbiamo un legame particolare con Il postino di Neruda, perché da questo romanzo è stato tratto l’ultimo film con Massimo Troisi come protagonista; un film che, come il libro, è stato capace di raccontare un’amicizia sincera tra un uomo importante come Neruda e un semplice postino, in un connubio di Storia pubblica e privata che ha caratterizzato un po’ tutta la produzione di Skármeta, degno erede della migliore tradizione letteraria ispanoamericana.

(lm)

 

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