sabato , 29 aprile 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Antonio Gamoneda (30/05/1931)

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«Sono quello che già comincia a non esistere
E quello che singhiozza ancora

È orribile essere due inutilmente».

Da Edad, Catedra, Madrid, 1988, p. 362. (Traduzione a cura di Asterischi).

«Mani inchiodate ai timpani, visi nella purezza sferica. Il crocifisso tace nel clamore basilicale e le domande ardono nelle sue cause. Tacere è negazione. Davanti i miei occhi, la Porta del Perdono è chiusa».

Da Edad (Traduzione a cura di Asterischi)

«Amore

Il mio modo di amarti è semplice:
ti stringo a me
come se ci fosse un po’ di giustizia nel mio cuore
e io te la potessi dare con il corpo.

Quando ti scompiglio i capelli
qualcosa di bello si forma nelle mie mani.

E quasi non so di più. Io aspiro solo
a stare con te in pace e a stare in pace
con un dovere sconosciuto
che a volte pesa anche nel mio cuore».

Da Esta luz, Círculo lectores, S.A., Galaxia Gutemberg, S.A., Barcellona, 2004, p. 130. (Traduzione a cura di Asterischi)

«Giugno nei fiumi distesi come sudice spade. Vidi l’acqua sopra l’acqua, pioggia senza fine sopra la tavola del Bernesga. Quei fiori nella bocca degli adolescenti. E le sorelle, le loro grida intorno a lenzuola abitate dai loro corpi nudi, lenzuola aggredite da unghie senza riposo, bianche tra le mani degli operai riuniti dalla morte e dalla pioggia.

(Questa è la storia degli affogati offerti all’indifferenza nella latitudine dell’estate, giovani graziati dall’acqua sotto lo sguardo bianco degli asini.)».

Da Esta Luz (Traduzione a cura di Asterischi)

«Sogni.
Temi ciò che non esiste e senti gemiti in giardini bui.
Anche io temo il mio viso che si sta facendo invisibile.
Smetti di sognare o, meglio, sogna visi che sono fuori di te:
guardami».

Da Esta luz (Traduzione a cura di Asterischi)

Nota:

Antonio Gamoneda, voce emblematica della poesia spagnola, ha vinto nel ’85 il Premio Castilla y León de las Letras, nel ’88 il Premio Nacional de Poesía e nel 2006 il Premio Cervantes e il Premio Reína Sofía de Poesía Iberoamericana.

Avendo iniziato a scrivere quando era ancora molto giovane, forse seguendo le orme paterne, nella sua poesia è possibile apprezzare cambiamenti di stile ed evoluzioni di pensiero. I versi, via via sempre più lunghi diventano quasi prosa, come nella raccolta Libro del frío. Per Gamoneda la poesia è «l’arte della memoria nella prospettiva della morte», un modo per spogliarsi dei vestiti del mondo attraverso figure simboliche tratte da un universo primordiale che si legano le une alle altre, in cui storia personale e storia collettiva si fondono in un tutt’uno organico, in un flusso in continua crescita

La peculiare evoluzione di Gamoneda nel contesto della poesia del suo tempo, l’enfasi poetica della sua voce e l’elementarità dei suoi motivi fanno di lui uno dei poeti più interessanti della seconda metà del XX secolo.

Carlos Piera scrive di lui che «Non c’è altra opera poetica tra noi tanto affranta dal freddo né tanto cosciente della paura».

Informazioni su Serena Giorgio Marrano

Serena Giorgio Marrano
Nasce a Napoli il 5 maggio 88. Serena, solo di nome, odia le mezze misure: le sue, nel bene o nel male, sono tutte grandi passioni. Ha una lista di libri e di buoni propositi infinita. Con la testa fra le nuvole rischia di essere a volte un tantino distratta, è molto curiosa e ama il mare.

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