martedì , 21 novembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Anthony Burgess (25/02/1917)

«Se Arancia meccanica, così come 1984, rientra nel novero dei salutari moniti letterari – o cinematografici – contro l’indifferenza, la sensibilità morbosa e l’eccessiva fiducia nello Stato, allora quest’opera avrà qualche valore.»

Lettera al Los Angeles Time

Tratto da Arancia Meccanica (1971) diretto da Stanley Kubrick

«Il mio punto di vista potrebbe grossomodo definirsi ebreo-ellenico-cristiano-umanista. È il punto di vista del Selvaggio in Brave New World… [di Aldous Huxley] ‘Io non voglio agi. [dice il Selvaggio.] Voglio Dio, voglio la poesia, voglio veri pericoli, voglio libertà, voglio bontà. Voglio il peccato.’ Il Controllore della Terra, Mustapha Mond, ricapitola per lui: ‘In effetti, tu stai reclamando il diritto di essere infelice.’ Oppure il diritto, diremmo noi, di non considerare sciocca la vita. Forse è inevitabile che l’umanità, questa umanità in grado di produrre Amleto, Don Giovanni, il Choral Symphony, la Teoria della Relatività, Gaudi, Schoenberg e Picasso, debba, a guisa di indispensabile corollario, scacciare il diavolo dal proprio seno a colpi di armi atomiche.»

Citazione tratta dal sito dal www.francobrain.com/literae/burgessc.htm

Nota:

A volte Arancia Meccanica sembra essere sostanzialmente Kubrick. In realtà è innanzitutto Burgess, uno dei più grandi autori britannici del Novecento, che, a ragion del vero, fece pure cinema. Collaborò, ad esempio, con Franco Zeffirelli e Suso Cecchi d’Amico alla realizzazione del kolossal televisivo Gesù di Nazareth (1976). La sua produzione letteraria è innumerevole e straordinaria, e fu tra i più attenti cantori della caduta dell’Impero Britannico nell’Est con la Trilogia malese (1956). Non si ricorda di lui solo lo scrittore, ma anche il compositore.

(rrb)

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Un commento

  1. Il film però pone un problema di interpretazione dei personaggi non indifferente: il libro ha un finale diverso, come pochi sanno, Kubrick si ferma al penultimo capitolo, e inventa un finale mettendo da parte il buonismo di Burgess (forse impostogli dall’editore). Alex è un eroe o un anti-eroe?
    Comunque, lode a Burgess per aver inventato una lingua a metà tra l’inglese e il russo! E complimenti per l’articolo!

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