mercoledì , 18 ottobre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Anna Frank (12/06/1929)


«Spero che ti potrò confidare tutto,

come non ho mai potuto fare con nessuno,

e spero che sarai per me un gran sostegno.»

Anna Frank, 12 giugno 1942

«Venerdì 12 giugno ero già sveglia alle sei: si capisce, era il mio compleanno! Ma alle sei non mi era consentito d’alzarmi, e così dovetti frenare la mia curiosità fino alle sei e tre quarti. Allora non potei più tenermi e andai in camera da pranzo, dove Moortje, il gatto, mi diede il benvenuto strusciandomi addosso la testolina.

«Subito dopo le sette andai da papà e mamma e poi nel salotto per spacchettare i miei regalucci. Il primo che mi apparve fosti tu, forse uno dei più belli fra i miei doni.»

Il diario da Anna Frank, domenica, 14 giugno 1942

«Per una come me, scrivere un diario fa un curioso effetto. Non soltanto perché non ho mai scritto, ma perché mi sembra che più tardi, né io, né altri potremo trovare interessanti gli sfoghi di una scolaretta di tredici anni. Però, a dire il vero, […] a me piace scrivere e soprattutto aprire il mio cuore su ogni sorta di cose, a fondo e completamente.»

«Apparentemente non mi manca nulla, salvo l’amica. […] Perciò questo diario. Allo scopo di dar maggior rilievo nella mia fantasia all’idea di un’amica lungamente attesa, non mi limiterò a scrivere i fatti del diario, come farebbe qualunque altro, ma farò del diario l’amica, e l’amica si chiamerà Kitty.»

Il diario da Anna Frank, sabato, 20 giugno 1942

«Io ero stanca morta, e sebbene sapessi che quella era l’ultima notte che avrei passato nel mio letto, dormii sodo e fui svegliata alle cinque e mezza dalla mamma. […] Ci infagottammo tutti e quattro come se dovessi mo passare la notte in una ghiacciaia, e ciò allo scopo di poter portar via quanto più vestiario potevamo. Nessun ebreo, nelle nostre condizioni, avrebbe osato uscir di casa con una valigia piene di abiti. »

Il diario da Anna Frank, mercoledì, 8 luglio 1942

« “La gioventù, in fondo, è più solitaria della vecchiaia.” Questa massima che ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano. Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.»

Il diario da Anna Frank, sabato, 15 luglio 1944

Nota:

Sembra impossibile oggi – a vari decenni di distanza dalla morte nel campo di concentramento di Bergen Belsen dell’adolescente ebrea-tedesca Annelies Marie Frank, le cui memorie sono riportate nel suo diario – che qualcuno strumentalizzi le tragiche vicende della giovane supponendo che la testimonianza di questa non sia altro che la finzione messa in atto da coloro i quali vogliano mettere in salvo da dubbi la reale esistenza dell’Olocausto. Per fortuna, però, questa critica si rivolge ad un numero residuale di individui. Oggi, infatti, ovunque nel mondo la storia di Anna Frank è conosciuta e fa da monito sulle terrificanti potenzialità umane.

(fg)

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