martedì , 12 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno Andrea De Carlo (11/12/1952)

 

«Stavamo seduti al nostro banco per ore, e nostri pensieri ci portavano lontano come correnti marine. Guido mi raccontava di libri che stava leggendo: parlava di Stendhal e Kafka e Scott Fitzgerald con un interesse che aveva per pochi altri argomenti. Quando si appassionava a uno scrittore andava avanti per settimane a vivere nella sua atmosfera: raccoglieva informazioni sulla sua vita, cercava di rintracciare nei libri che aveva scritto le sue storie personali, filtrate e dissimulate com’erano.

[…] Detestava Alessandro Manzoni, per esempio, che la Dratti avrebbe accettato di mettere in discussione quanto i portoni d’ingresso e il crocifisso sopra la sua cattedra.»

Da Due di due.

«Eravamo in costa al traffico del viale, tutto luci alonate e fumi nella sera d’inverno, e mi è sembrato che la nostra complicità avesse molte meno riserve adesso, molti meno filtri e contrappesi. Siamo rimasti forse un quarto d’ora sull’angolo a ridere e parlare di tutto: ogni volta che stavamo per salutarci ci veniva in mente una nuova cosa da dire.»

Da Due di due.

«Eravamo percorsi da impulsi opposti, caldo e gelo e distacco e frenesia; ci sembrava di essere in ritardo su tutto e di essere ancora in tempo per qualsiasi cosa, di andare molto veloci e di restare incollati all’asfalto.»

Da Di noi tre.

«L’aspetto più esilarante del volare senza ali è la sua assoluta semplicità: basta muovere braccia e gambe come per nuotare, solo che ci si muove nell’aria. È facile, non richiede sforzo fisico né mentale, solo un certo grado di focalizzazione. Basta essere convinti di riuscirci, e ci si riesce.
Per esempio adesso lei sale per gradi sopra le colline dense di vegetazione, sopra i filari di piante di caffè che formano strisce verde intenso, sopra i bananeti dalle foglie quasi gialle, sopra la strada sottile che asseconda a curve le pieghe di ogni salita e avvallamento.»

Da Leilui.

Nota:

«La giovinezza è tante cose, anche una particolare acutezza dello sguardo che afferra e registra un enorme numero di particolari e sfumature. È questa la giovinezza che Andrea De Carlo racconta.»

Italo Calvino.

Figlio del grande architetto Giancarlo De Carlo, Andrea, dopo essersi laureato in Storia Contemporanea, aver lavorato come fotografo insieme ad Oliviero Toscani, balza agli occhi della critica nel 1981 con Treno di panna, che gli consentirà di guadagnarsi la stima di persone come Fellini – col quale collaborerà in E la nave va – Michelangelo Antonioni ed Italo Calvino.

Otto anni dopo conquisterà il suo posto nella storia della letteratura italiana con il suo capolavoro: Due di due.

(lm)

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