martedì , 26 settembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno André Malraux (03/11/1901)

«Il sentimento della  morte è sempre stato legato, per me, all’agonia, e sono stupefatto da questa angoscia di cui non distinguo altro che la minaccia sconosciuta di ritrovarmi amputato dalla terra.
Né dolore, né memoria, né amnesia – né dissoluzione. Perdita di coscienza, ma non di tutta la coscienza. Credevo di essere in un’altra parte della camera, ma da qualche parte; non capivo cos’era diventato il mio letto, ma provavo a stirarmici, di posizionarmi in una lettiga: proviamo a dormire, lo capirò domattina. Mi ricordo del mio sforzo. […] Senza averne coscienza se non per il ricordo, ho vissuto ciò che presentivo dopo il mio arrivo a Salpetrière: una sorta di “mi sento”. Il folle trova un’identità. Perdere la propria identità suggerisce l’idea di perdere tutto; non mi dissolvevo affatto perché la mia coscienza si era rifugiata nel mio sforzo. Una coscienza animale? […]

Ciò che mi affascina nella mia avventura, è la marcia sul muro tra la vita e le grandi profondità annunciatrici della morte. È anche il ricordo di queste profondità.  “I rianimati non ricordano niente”. Avere sfiorato la parte dell’uomo che marcia, geme e urla quando la coscienza è assente.

Sono stato cosciente di non sapere più dov’ero – di avere perso la terra. Nessun’altro dolore che quello di altri, che batte confusamente questa camera bianca dove veglia la lampadina notturna, come nella mia camera a Bombay. Sono lucido, di una lucidità limitata al rispolveramento di una terra di nessuno, allo stupore davanti ad uno stato ignorato. Quello che è successo non ha niente a che vedere con quello che chiamavo morire.

Da dove viene questo trambusto sordo? Non sento ancora il grido dell’alba. Nessun rumore di coperte; i rumori sembrano venire dal suolo, e riconosco il passo pesante delle infermiere che portano i malati in sala operatoria. Si allontanano, e la porta de la stanza accanto batte sordamente il silenzio. Non sento più i pianti. Le infermiere non sono andate in sala operatoria: il mio compagno è morto.»

Les Miroirs des limbes – II. La corde et les souris VI

Traduzione a cura di Asterischi (mc)

 

Nota:

Scrittore e attivista politico, André Malraux è uno scrittore francese che vive pienamente i trambusti politici dell’Europa in guerra. Milita personalmente contro il fascismo e il nazismo e trascorre parte della sua vita in battaglia, occasione che gli permette di fare le sue riflessioni più significative: non è tanto l’impegno politico a dare un senso alla vita, ma il coraggio che conduce l’uomo a morire per un ideale.

(mc)

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