mercoledì , 13 dicembre 2017
Le news di Asterischi

Buon Compleanno André Gide (22/11/1869)

 

«Ecco, credo, come iniziò tutto. Il primo giorno in cui mi permisero di alzarmi, un lieve senso di vertigine ostacolava il mio cammino, com’è naturale dopo tre settimane di letto. Se questa vertigine fosse stata un po’ più forte, pensai, avrei immaginato cosa sarebbe successo? Si, certo: la mia testa, l’avrei sentita cadere all’indietro; le mie ginocchia non avrebbero retto e sarei crollato subito all’indietro. Oh! Mi dicevo, imitare quello che si immagina! E mentre immaginavo, già sentivo a quale rilassamento, a quale riposo avrei gustato nel cedere all’invito dei miei nervi. Guardai indietro, per assicurarmi che ci fosse abbastanza spazio per non farmi troppo male cadendo.»

Si le grain ne meurt

«Per l’ultima sembianza di virtù, resto con lei fino a sera. E subito mi sento privo di forze. O cenere! O stanchezza! Tristezza dello sforzo sovrumano! Riesco appena a guardarla; so bene che i miei occhi, nel momento in cui cercano il suo sguardo, andranno subito a fissarsi sul buco nero delle sue narici; l’espressione del suo viso soffrente è atroce. Neanche lei mi guarda. Sento, come se la toccassi, la sua angoscia. Tossisce molto; e poi si addormenta. In alcuni momenti, un brivido bruscamente la scuote.»

L’immoralista

«Ti volevo chiedere, disse lei infine, ma non so come dirtelo… Certamente, faceva ricorso a tutto il suo coraggio, come facevo io col mio per ascoltarla. Ma come potevo prevedere la domanda che la tormentava: – I bambini di un cieco, nascono necessariamente ciechi? – . non so chi di noi due era più ossessionato; ma in quel momento era meglio continuare. – No, Gertrude – le dissi – a meno che non siano casi particolari. Non c’è alcuna ragione perché questo accada -. Lei sembrava rassicurata. Avrei voluto chiederle dal mio canto perché mi chiedeva questo; non ne ebbi il coraggio e continuai controvoglia:

  • Ma Gertrude, per avere dei bambini, bisogna essere sposati.
  • Non mi dire questo, Pasteur. So che questo non è vero.
  • Ti dico quello che è più giusto dirti – protestai – Ma, in effetti, le leggi della natura permettono quello che le leggi di Dio e degli uomini vietano.
  • Tu mi ha detto spesso che la legge di Dio è la legge dell’amore
  • L’amore di cui tu parli non è l’amore che si chiama carità.
  • È per carità che mi ama?
  • Sai bene che non è così, Gertrude.
  • Ma allora riconosci che il nostro amore non rispetta la legge di Dio?
  • Che vuoi dire?
  • Oh! Lo sai bene, non tocca a me di parlarne.

Invano cercai di tergiversare; il mio cuore percepiva i miei argomenti andare alla deriva. Follemente, esclamai:

  • Gertrude, pensi che il nostro amore sia colpevole?

Lei si corresse:

  • Che il nostro amore…ci dovrei pensare.
  • E allora?

Percepii nella mia voce come una supplica, mentre, senza riprendere fiato, lei disse:

  • Ma io non riesco a smettere di amarti»

La symphonie pastorale

  Traduzione a cura di Asterischi (mc)

 Nota:

Scrittore francese di grande fama, André Gide, attraversa i decenni della letteratura dall’estetica simbolista di fine ottocento alla “Littérature engagée” del primo novecento. Al centro delle sue riflessioni, l’uomo. Riprendendo la tradizione di Montaigne e Rousseau, Gide, fermo protestante, crea un’analisi precisa e sottile dell’universo umano che lo conduce ad una critica efferata della società. Affascinato dai paesaggi africani e persuaso dagli scrittori d’oltralpe, come Goethe e Wilde, vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1947, nonostante il pregiudizio di una discussa omosessualità.

(mc)

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